Ticino e Grigioni

Pentecoste, "E' stata una catastrofe"

Il bilancio dei soggiorni nei campeggi ticinesi è pessimo

  • 20.05.2013, 20:04
  • 4 maggio, 12:32
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Il 2013 è iniziato male per il turismo elvetico, con un calo dei pernottamenti nei primi due mesi dell’1,4% a livello nazionale. Il Ticino non ha fatto eccezione. Il settore dei campeggi al sud delle Alpi poi, l’anno scorso, ha registrato un calo dell’1,6%. Dopo il tutto esaurito durante il fine settimana dell'Ascensione, che ha fatto ben sperare gli operatori del settore, c'è stato il pieno anche per Pentecoste? Il previsto straripamento del Lago Maggiore ha influito sulle prenotazioni? Ci sono stati problemi particolari? Ne abbiamo parlato con Mila Merker, presidente di Swisscamp.

Signor Merker, con l’innalzamento delle acque del Lago Maggiore avete avuto problemi o danni nei campeggi?

Non abbiamo registrato nessun tipo di problema e nessun ospite è stato danneggiato a causa dell’esondazione del lago Maggiore. Grazie al monitoraggio della meteo su più siti web e quello del livello delle acque diffuso dal sito dell’Ufficio federale dell’ambiente siamo sempre ben informati. Siccome la fuoriuscita è avvenuta lentamente e gradualmente abbiamo avuto tutto il tempo di rimediare, chiudendo le parcelle sulla riva. Non sono situazioni nuove per noi, sappiamo benissimo come dobbiamo comportarci e prendiamo le misure del caso.

Quale è allora il bilancio del fine settimana di Pentecoste?

Bilancio? In una sola parola? Una catastrofe! Mai avuta una Pentecoste così terribile. E’ sicuramente la peggiore dell’ultimo decennio. L’occupazione è stata limitata, al massimo siamo arrivati al 20%. Venerdì, sabato e domenica qualcuno c’era ma oggi quasi tutta la gente è partita. Anche visto l’ottimo avvio della settimana scorsa (con il tutto esaurito un po’ovunque - ndr) ci siamo preparati bene con infrastrutture e personale pronti. Il problema però è che siamo meteo-dipendenti.

Se è previsto brutto tempo la gente non arriva?

I clienti abituali sono venuti lo stesso perché, indipendentemente dalle previsioni del tempo, sanno come lavoriamo e sanno che in fondo non c’è pericolo. Inoltre conoscendo il Locarnese sono coscienti del fatto che, malgrado la meteo non primaverile, ci sono molte attività alternative, come ad esempio il Festival degli artisti di strada di Ascona o le piscine del Lido.

Le previsioni meteo sono quindi utili, ma…

I meteorologi esagerano in negativo e così facendo ci rompono le uova nel paniere rovinandoci il mercato. E’ vero, il lago è uscito un po’, ma non è successa l’Apocalisse che era stata annunciata. Molti clienti, dando seguito a previsioni di tempo avverso, hanno disertato i campeggi e hanno preferito soggiornare in albergo.

Una settimana fa si è parlato di un aumento dell’affluenza di turisti francofoni al sud delle Alpi. E’ una tendenza che si è confermata anche a Pentecoste?

Non potrei dire direttamente di sì perché abbiamo avuto troppi pochi ospiti. Ma è vero che in giro si sente più spesso parlare anche il francese. Non saprei il vero motivo di questo ritorno dei francofoni. Per molto tempo non hanno più frequentato il Ticino, forse anche perché con l’idea del röstigraben in testa, le nostre terre sono state considerate come una colonia svizzero tedesca. Ora invece anche i romandi si sono accorti che offriamo prodotti di qualità e che non siamo poi così lontani.

Come vede il proseguio della stagione dei campeggi appena iniziata?

Tutto è relativo. La primavera può rivelarsi difficile. Negli ultimi 20 anni abbiamo avuto dei cali a Pasqua, perché, per esempio, in certe annate si continua a sciare in primavera. La stagione più sicura rimane quindi l’estate, che malgrado qualche prevedibile temporale, non ci dà particolari preoccupazioni. La crisi economica poi non ci aiuta. Sappiamo che una ripresa è prevista, ma solo nel 2014.

Paolo Beretta

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