L'ex ministro Pascal Couchepin, in carica tra il 1999 e il 2006, offre una lettura alternativa all'assenza di un italofono nell'Esecutivo federale, all'indomani dell'elezione del vodese Guy Parmelin, che ha spento le speranze di Norman Gobbi (vedi articoli correlati).
Dal primo gennaio 2016, infatti, tre romandi siederanno in Consiglio federale. Una situazione che si è presentata proprio per sette anni su undici del mandato dell'ex consigliere federale vallesano: "È importante che la 'terza svizzera' sia rappresentata in Governo, fondamentalmente per ragioni simboliche, anche se sul piano concreto non cambia nulla", ha spiegato Couchepin al microfono di Michele Rauch delle Cronache della Svizzera italiana (ascolta l'audio).
"Il Consiglio federale può essere portato a prestare più attenzione alle proposte ticinesi quando al suo interno non c'è nessun rappresentante italofono, perché occorre dimostrare particolare sensibilità. Per i prossimi quattro anni, comunque, credo che non ci sia la possibilità di avere un ticinese su una delle sette poltrone", ha concluso.
CSI/px
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