La guardia di finanza di Como ha comunicato mercoledì di aver scoperto una maxi frode fiscale nel settore del commercio all’ingrosso di plastica: 14 le imprese nazionali ed estere coinvolte e 23 le persone, tutte italiane, responsabili di reati fiscali, contrabbando, falso ideologico e associazione per delinquere transnazionale.
A capo dell'organizzazione, ramificata pure in Svizzera e UE, vi sarebbe l'ex-amministratore della società luganese, un napoletano, residente a Cama, che intendeva impiantare uno stabilimento produttivo a Lostallo. L'uomo è latitante. La holding elvetica era rappresentata in Italia da un commercialista comasco.
L'inchiesta è iniziata nel gennaio 2013 dopo il sequestro a Brogeda di un Tir carico di granuli di polimero con documenti doganali falsi. Così facendo gli importatori non pagavano l'IVA, e rivendevano la materia prima a prezzi stracciati.
Le indagini hanno permesso di ricostruire l’emissione e l’utilizzo di fatture false per 170 milioni di euro, ricavi non dichiarati per 62 milioni e 7 milioni di euro di IVA non pagati. Il danno erariale è di 50 milioni. Sono pertanto stati sequestrati a titolo preventivo beni per 47 milioni.
CSI/LudoC.





