Per l’esperto di bilaterali e delegato alle relazioni esterne della Camera di commercio del canton Ticino, Michele Rossi, l’attuazione dell’iniziativa “Prima i nostri” approvata dai cittadini a settembre è difficilmente applicabile, come pure sono di difficile concretizzazione le proposte formulate dal consigliere di Stato Norman Gobbi.
Rossi si è espresso dalle pagine del Corriere del Ticino di martedì, precisando che ci si trova di fronte a una situazione in cui si dovrebbe porre in atto “una norma costituzionale incompatibile con un'altra norma (o altre norme) di rango superiore”. E in merito a quanto avanzato da Gobbi, l’esperto precisa di ritenerle inapplicabili poiché avrebbero effetti discriminatori nell’ambito della “circolazione di manodopera comunitaria”.
Disdire l’accordo sulla libera circolazione con Bruxelles sarebbe l’unica via per consentire ai contenuti dell’iniziativa di entrare in vigore, ma i tempi sarebbero davvero lunghi e provocherebbero una riduzione del PIL elvetico “tra i 460 e i 630 miliardi di franchi, pari a un intero reddito nazionale”.
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