Ticino e Grigioni

Res publica: gestione intima addio?

Di poteri locali, Grande Bellinzona, elettori fuori gioco e "santini" virtuali

  • 05.04.2016, 02:00
  • 4 maggio, 15:16
Antonio Civile

Antonio Civile

  • rsi

Da cittadino dell’ormai Grande Bellinzona, e da cronista che ne ha seguita da vicino più d’una, sto vivendo con distacco questa campagna elettorale per le elezioni comunali. Credo che il sentimento sia condiviso da molti altri elettori che come me domenica prossima staranno semplicemente a guardare quanto accade altrove. A cominciare da quei quattro Comuni dove l’aggregazione non è stata approvata dal popolo. Sant’Antonino, Cadenazzo, Arbedo-Castione e Lumino. Le cronache dalla “periferia” per la verità non hanno offerto grandi spunti, salvo la breve polemica per qualche striscione esposto e poi rimosso.

Noi della Grande Bellinzona le famigerate buste per il voto per corrispondenza non le abbiamo ricevute. Ci manca quindi l’attività frenetica dei tradizionali galoppini nell’ultima settimana prima del verdetto, proprio ora che i procacciatori di schede non hanno più bisogno di attendere l’apertura dei seggi per esercitare in modo tangibile la loro influenza.

L’influenza potranno ancora esercitarla, per il prossimo anno, gli eletti nei Comuni che si sono visti prolungare d’ufficio il mandato, in attesa della nascita della nuova capitale. Uno storico cronista bellinzonese aveva coniato a tuo tempo una descrizione ancora oggi attuale: “Gestione intima della cosa pubblica”. Una politica perseguita con tenacia da tanti amministratori locali, determinati a non accettare pressioni, ingerenze o domande, né da autorità superiori, né tanto meno da noi giornalisti impiccioni. Molte di queste repubbliche autonome stanno piano piano sparendo e vengono sostituite da un Comune non solo più grande ma (è un auspicio) gestito in modo più professionale e trasparente.

Si percepisce stanchezza alla fine di un’interminabile campagna elettorale iniziata con le Cantonali del 2015. Il volume dei “selfie” di candidati assortiti dati in pasto ai social media è calato; sono stati sostituiti dagli annunci a pagamento che negli ultimi giorni hanno iniziato ad intasare le bacheche virtuali. Richiedono meno lavoro e presenzialismo, costituiscono l’ultima evoluzione del “santino”, sono mirati per classe di età, gusti, amicizie e affinità. E anch’essi spariranno, come d’incanto, fra una settimana.

Antonio Civile

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