La vicenda del tentato ricatto a luci rosse, che l’estate scorsa aveva portato all’arresto di cinque persone, approderà presto in Appello. Il dibattimento si terrà il 17 aprile. Il capobanda (difeso dall’avvocato Yasar Ravi) ha infatti impugnato la sentenza con la quale, agli inizi di dicembre, era stato condannato a due anni e tre mesi di carcere, interamente da espiare.
Filmato di nascosto
Il 49enne d’origine kosovara, i suoi due figli, un loro amico e una prostituta rumena avevano cercato d’incastrare il cliente di un postribolo del Luganese. Dopo aver filmato di nascosto l’incontro avuto con la giovane gli avevano chiesto, in cambio del loro silenzio, 50'000 franchi. L’uomo si era però ribellato, denunciandoli alla polizia. L'inchiesta aveva portato alla luce anche un piccolo arsenale.
Tutti condannati
Il processo di primo grado era sfociato nella condanna di tutti e cinque gl’imputati. Agli altri quattro (come il 49enne, rei-confessi) la Corte delle Assise criminali aveva inflitto pene sospese, comprese tra i 10 e i 18 mesi.
Red. MM
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