Ticino e Grigioni

Fra rapporti con l’Italia e costi dei farmaci

Sono i temi che hanno dominato l’incontro di oggi, a Bellinzona, fra il Consiglio di Stato e la deputazione ticinese alle Camere federali

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Norman Gobbi e Bruno Storni, qui ripresi in margine all'incontro fra Consiglio di Stato e deputazione ticinese alle Camere
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SEIDISERA del 25.02.2026 - Il servizio di Umberto Gatti

RSI Info 25.02.2026, 19:04

  • tipress
Di: SEIDISERA-Umberto Gatti/ARi 

Vari temi sono stati affrontati a Bellinzona oggi, mercoledì, nell’incontro fra la deputazione ticinese alle Camere e il Consiglio di Stato, in vista della prossima sessione di lavori parlamentari a Berna. Ma il dossier che ha attirato maggiormente l’attenzione è dato dai rapporti con l’Italia. L’Esecutivo ticinese ha infatti definito problematica la nuova tassa sulla salute approvata dal Governo di Giorgia Meloni: la considera come una doppia imposizione sui frontalieri, e ciò violerebbe gli attuali accordi fra Svizzera e Italia.

“Si tratta di una questione giuridica”, spiega Norman Gobbi ai microfoni di SEIDISERA, sottolineando che “l’introduzione nella legge italiana di bilancio” di questa tassa “ha cambiato completamente le regole del gioco”. Fino a ieri “abbiamo parlato con la Regione Lombardia”, che è stata la prima a farsi promotrice, “anche per capire determinati meccanismi”. Ora però tali meccanismi sono stati fissati in una legge di bilancio. “Per noi” è quindi “importante segnalare il fatto che questa, a nostro modo di vedere, è una doppia imposizione: cambiando quindi anche il principio, “bisogna mettere tutto in discussione”, rileva il presidente del Consiglio di Stato.

E l’Esecutivo, per far comprendere la posizione ticinese anche al Consiglio federale, è pronto a intervenire sul versante dei ristorni. Lamenta intanto una certa difficoltà nell’ottenere un incontro con la consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF). “Berna”, afferma Gobbi, “fa più fatica ad ascoltare il Canton Ticino perché” nell’ottica di Palazzo federale “i rapporti con Roma vanno sempre bene”, ma “mi sembra di dire che negli ultimi mesi proprio, proprio così non è”. Se invece fosse stata “Berlino o Parigi” ad assumere una misura di questo genere, “la reazione sarebbe stata molto più forte”.

Quando però una situazione del genere “impatta principalmente sul Canton Ticino, beh, le cose vengono prese un po’ più a conoscenza, senza troppo agitarsi”, argomenta il consigliere di Stato. “Quello che noi chiediamo è rispetto, proprio perché, se nei rapporti economici e finanziari fra Svizzera e Italia è principalmente” il Ticino a portarne le conseguenze, “noi meritiamo rispetto quanto le altre zone e regioni” della Confederazione. Ma all’interno dell’Esecutivo cantonale si è già discusso su come intervenire puntualmente? “Prima di tutto vogliamo sentire la posizione di Keller-Sutter, del suo dipartimento su quest’analisi della situazione, visto che è cambiata completamente rispetto a prima”. Tant’è che “nel giro di pochi giorni ci è stato concesso un appuntamento: cosa che invece, nei mesi scorsi, ci è sempre stata negata”, risponde Gobbi.

Al centro dell’incontro odierno, anche le due iniziative canzonali che puntano alla riduzione dei costi della salute legati ai farmaci e che saranno trattate nella sessione delle Camere che inizierà lunedì. Il Consiglio federale ha già espresso la sua contrarietà, ma la deputazione ticinese cercherà di difenderle. “Cercheremo di fare pressione”, anticipa il consigliere nazionale Bruno Storni, osservando però che la situazione politica non va “nel senso che vogliamo noi di far pressione sui prezzi dei medicamenti”. E questo alla luce della pressione esercitata dagli USA, i quali, invece, vorrebbero che le industrie farmaceutiche aumentassero i prezzi in Europa “per compensare la diminuzione negli Stati Uniti”.

Il dossier è insomma complesso. Ma “sulla questione costi e salute siamo compatti”, afferma il presidente della deputazione ticinese. Una compattezza che occorrerà mantenere anche in vista della nuova ordinanza sulla perequazione finanziaria che potrebbe entrare in vigore già nel 2027, portando al Ticino 9 milioni di franchi in più. Al momento c’è una maggioranza di Cantoni favorevoli, ma non è stata nascosta oggi una certa preoccupazione per possibili cambiamenti.

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