Ticino e Grigioni

Scuola, gli allievi resteranno 25

Lo ha deciso questo pomeriggio il Gran Consiglio

  • 24.09.2013, 21:19
  • 4 maggio, 12:42
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  • tipress

Il numero di allievi per classe nelle scuole elementari e medie non verrà ridotto. Lo ha deciso martedì pomeriggio. il Parlamento ticinese al termine di un dibattito fiume durato più di tre ore.

Il legislativo non ha quindi dato seguito alla volontà del Governo, che chiedeva di ridurre da 25 a 22 il numero massimo degli allievi, ed ha preferito sostenere il rapporto di maggioranza della commissione scolastica, che proponeva la possibilità del docente appoggio in classi con più di 22 allievi nelle elementari e nella scuola dell’infanzia.

Lega e democentristi tratteggiavano invece una terza soluzione: intervenire sui programmi e con riforme strutturali.

Le posizioni dei partiti

Per il PLRT, che ha aperto la discussione, “non è dimostrato che la riduzione del numero di allievi per classe sia determinante per la qualità. Sono il clima, lo spirito e i docenti a determinare la qualità”. Inoltre “PLRT e PPD non hanno fatto melina”. Anzi hanno riflettuto e hanno concretizzato l’idea della presenza del docente appoggio in classi con più di 22 allievi. Questo per motivi finanziari e perché le classi numerose non sono più del 10%.

Per Foletti, della Lega, questa controproposta, “è una soluzione pasticciata e ha un difetto: aumentano i costi a carico del cantone”. Per queste ragioni il partito appoggia il rapporto che ha firmato insieme all’UDC. Per il PPD quanto richiesto dal Governo “non convince per nulla”. Inoltre “la riduzione del numero di allievi per classe comporterà solo una leggera diminuzione del lavoro”.

Per i socialisti “in campagna elettorale tutti hanno detto che la scuola va rafforzata”, per cui “non ridurre il numero degli allievi significa essere incoerenti”. Appoggio incondizionato alla riduzione del numero degli allievi anche da parte dei Verdi, che sono intervenuti con la deputata Claudia Crivelli-Barella.

Per l’Esecutivo è intervenuto Manuele Bertoli, per il quale “i dati ci dicono che il provvedimento è utile”, mentre la proposta commissionale è “un passo avanti rispetto al nulla”. Il parlamento ha deciso per la seconda opzione.

Questo al termine di una procedura di voto decisamente complessa nella quale il plenum si è espresso in ben sette tornate. Il voto finale è stato di 38 favorevoli, 32 contrari e 11 astenuti. Interpellato sull’adesione del governo, il ministro Bertoli ha risposto “vedremo”.

SP

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