Una seconda bambina palestinese è arrivata venerdì sera all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona. Faceva parte del secondo gruppo di minorenni della Striscia di Gaza accolti in Svizzera per essere curati, 13 questa volta ridistribuiti in otto cantoni fra cui anche i Grigioni, dopo i 7 della fine di ottobre. Erano accompagnati da 51 membri delle loro famiglie.
La prima ragazza, di 15 anni, è stata nel frattempo già dimessa dall’ospedale, come ha confermato ai microfoni del Radiogiornale della RSI Giacomo Simonetti, direttore dell’Istituto pediatrico dell’Ente Ospedaliero Cantonale. Dovrebbe aver cominciato una nuova fase, quella di integrazione.
La nuova paziente pediatrica, ha poi spiegato il medico, ha affrontato un lungo viaggio via terra verso la Giordania, poi in volo fino a Zurigo e in ambulanza verso il Ticino. Come era il caso per la prima, “le problematiche mediche sono strettamente legate al conflitto a Gaza”.
Non ci sono però solo quelle, ma anche barriere linguistiche, culturali e psichiche da superare. “Non è una situazione dove basta un chirurgo, ma un lavoro multidisciplinare”, ha detto ancora Simonetti. “Con i traduttori che spesso hanno le stesse origini la cosa viene un poco facilitata, ma non bisogna avere fretta di fare le cose, è un processo che si impara ogni giorno”.








