La revisione delle stime immobiliari è una delle piste che il Consiglio di Stato intende esplorare per raggiungere il pareggio dei conti cantonali nel 2015 come anche da risoluzione road map votata dal Gran Consiglio nel dicembre 2012. Ed è una pista che quasi da sola potrebbe garantire il raggiungimento dell’obiettivo del risanamento strutturale delle finanze pubbliche.
L’indicazione, abbiamo appreso, emerge dai dati in corso di valutazione a Bellinzona. Secondo tali cifre se per stabilire il valore imponibile di terreni ed immobili il fisco usasse i prezzi di mercato le stime triplicherebbero, dagli attuali 53,5 miliardi ad oltre 150 miliardi. Ma come detto anche il solo raddoppio dei valori fondiari (per rispettare leggi cantonali e federali nonché la Costituzione svizzera) porterebbe ad un miglioramento complessivo dei conti cantonali di circa 135 milioni di franchi: 110 di maggiori entrate (più imposte sul reddito e la sostanza) e 25 di minori uscite (riduzione dei sussidi casse malati, borse di studio, assegni famigliari eccetera).
La questione in queste settimane è oggetto di approfondita riflessione da parte del Dipartimento finanze ed economia che prossimamente la sottoporrà al Governo. Da noi contattato il DFE non intende esprimersi. Né sull’ammontare (oggi tutto teorico) che la manovra potrebbe avere, né sugli scenari in corso di valutazione. Una proposta dovrebbe venir sottoposta al governo entro breve.
Una scelta politica
La scelta è inevitabilmente politica e va ad intersecarsi con le proposte sul tappeto, come l’evoluzione del dibattito sulla “roadmap”, la recente richiesta di sgravi presentata dal PLR e la proposta socialista di risanare strutturalmente le casse dello Stato proprio con il maggiore gettito derivante da una revisione generale delle stime. Senza dimenticare il vincolo costituito dalla giurisprudenza federale che ha già censurato decisioni ticinesi in materia (stime troppo basse) poiché contrarie al principio tanto della parità di trattamento (tra beni immobili e beni mobili, tassati integralmente) quanto a quello della tassazione proporzionale alla capacità finanziaria effettiva del contribuente.
Diego Moles/Leonardo Spagnoli
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