Ticino e Grigioni

Tasse su a Lugano, voto non scontato

L'aumento del moltiplicatore al vaglio del Consiglio comunale: inaccettabile per la Lega, mentre PLR e PPD pongono condizioni e vogliono vederci chiaro prima di dare il consenso; solo il PS è d'accordo

  • 14.03.2014, 07:30
  • 4 maggio, 11:42
Il Legislativo luganese

Il Legislativo luganese

  • Ti-Press / Ti-Press

L’aumento della pressione fiscale dal 70 all’80% approvato giovedì dall’Esecutivo della città di Lugano non fa l’unanimità in Consiglio comunale, che sarà chiamato prossimamente a esprimersi sul relativo messaggio.

La Lega: “Inaccettabile”

Ad iniziare dal partito di maggioranza relativa in Municipio, quella Lega dei Ticinesi che giudica “inaccettabile” la proposta e al momento del voto si opporrà all’innalzamento del moltiplicatore d’imposta.

“Noi siamo membri del Legislativo e interpretiamo i bisogni della gente”, spiega il capogruppo della Lega, Attilio Bignasca. “Il Municipio – continua – fa un altro lavoro”. “Non si può tagliare i servizi” e contemporaneamente, aggiunge, “mettere le mani in tasca alla gente. Noi difendiamo i più deboli perché la base del nostro movimento è il popolo”.

Il PPD: "sostegno solo se condiviso da tutti i gruppi"

Per il PPD il provvedimento è “l’ultima ratio” ma “rischia di essere inevitabile”, dice Lorenzo Jelmini. Solo “a fronte della valutazione di tutte le misure di contenimento della spesa”, però, il partito sceglierà di accettarlo.

I popolari democratici chiedono a tutti i gruppi di sostenere l’aumento. La domanda ê rivolta “soprattutto a quelli che hanno maggiore responsabilità nella conduzione del Municipio”. Se questa condizione non sarà soddisfatta il gruppo “si tirerà indietro e lascerà ad altri responsabilità che noi questa volta non abbiamo”.

Il PLR: “prima di sbilanciarci vogliamo vederci chiaro”

Il PLR deciderà solo dopo aver esaminato i preventivi se accettare il messaggio. “Se non ci saranno altri spazi” di manovra i liberali risolveranno a favore del Municipio, sottolinea Roberto Badaracco. L’aumento delle tasse “non è mai una misura buona se poi l’ente pubblico non dimostra di aver fatto veramente i compiti”.

Il PS: “Decisione indispensabile”

Secondo i consiglieri comunali del PS l’innalzamento delle imposte di dieci punti è “indispensabile”.

“Quando c’è stata la prima grande ondata di aggregazioni nel 2004”, illustra Martino Rossi, “non si è voluto mantenere negli anni successivi il moltiplicatore al 75%”. Lo si è invece abbassato successivamente “e questo ha concorso allo squilibrio finanziario al quale oggi bisogna rimediare”.

ARi/ab

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