Sarà difficile per il Ticino entrare a far parte del gruppo di pilotaggio che dovrà concretizzare la "road map" concordata fra Svizzera e Italia, con l'accordo siglato a Milano da Eveline Widmer-Schlumpf e dal suo omologo Pier Carlo Padoan a Milano. Stando alla deputazione cantonale alle Camere, gli ostacoli nascono dalle divergenti opinioni fra Berna e Roma sulla presenza di rappresentanti regionali nelle trattative.
La Costituzione elvetica prevede un coinvolgimento nella politica estera, quella italiana no. La partecipazione ticinese dovrebbe essere quindi controbilanciata da quella di un esponente che parli a nome della Lombardia. La questione è stata sollevata in un incontro con la consigliera federale e con il segretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville.
Fra i punti che il gruppo di lavoro dovrà affrontare, lo ricordiamo, vi è il nuovo regime di tassazione dei frontalieri.
pon/ATS






