Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto alcuni ricorsi contro la decisione di approvazione del progetto “Rete tram-treno del Luganese”. Quest’ultimo prevede una nuova linea ferrotranviaria lunga oltre 12 chilometri tra il Malcantone, la valle del Vedeggio e il centro città di Lugano.
La nuova linea comprende anche un tunnel di 2,2 chilometri, nuove fermate, ampliamenti dei binari e altre infrastrutture.
Contro il progetto approvato dall’Ufficio federale dei trasporti (UFT) erano stati presentati diversi ricorsi presso il TAF, precisa oggi una nota lo stesso tribunale. Tra le contestazioni vi erano emissioni di rumore, vibrazioni, espropri e carenze progettuali. Al momento della presentazione dei ricorsi, i costi stimati del progetto ammontavano a circa 514 milioni di franchi.
Grande interesse pubblico per il progetto
Il Tribunale federale amministrativo sottolinea nel suo comunicato l’interesse pubblico per il progetto e conferma che esso soddisfa i requisiti della legislazione federale in materia di protezione ambientale e dei beni. Respinge quindi vari ricorsi.
Tuttavia, il TAF accoglie parzialmente un ricorso di una proprietaria di un fondo, il cui terreno non è interessato dai lavori di costruzione. Annulla le facilitazioni concesse dall’UFT per un superamento dei valori limite circa le vibrazioni.
Secondo il TAF, queste erano premature, poiché nel settore in questione non sono previsti lavori concreti. Tale accoglimento parziale non ha alcun impatto sul progetto, si legge ancora nella nota. Le opposizioni di altri due ricorrenti vengono dichiarate del tutto inammissibili, in quanto prive della legittimazione a ricorrere. La sentenza può essere impugnata davanti al Tribunale federale.

Tram-treno, il punto sui tempi
Il Quotidiano 19.12.2025, 19:00








