Tre furgoni con targa ticinese ogni mattina partivano dalla zona di Luino diretti verso i cantieri del Luganese e del Bellinzonese. Al loro interno le 17 persone (12 italiani tra cui una donna, 3 rumeni, un polacco e uno svizzero) scoperti mercoledì nel fatiscente capannone di Germignaga.
A dirigere il traffico un 48enne lucano residente nel Bellinzonese con precedenti in Italia per reati fiscali e tributari, spiegano la Provincia e la Prealpina. Lo scorso marzo ha aperto una filiale a Iragna per conto di una ditta di Potenza con sede pure nel Novarese. Il capannone lo aveva da gennaio. "Non avevo soldi per sistemarlo, è colpa della crisi", ha spiegato allargando le braccia alla polizia che intervenendo hanno messo fine ai suoi traffici sequestrandogli anche i veicoli.
"I lavoratori non si potevano lamentare - ha spiegato il capo del commissariato di Luino - sarebbero stati sostituiti. I parenti dell’imprenditore procuravano mano d’opera dal sud Italia. Sapevano di essere abusivi e irregolari, per non essere scoperti, avrebbero rischiato la vita".
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