Dall’inchiesta sulla cosiddetta “truffa dei rifiuti” emergono cifre da capogiro. Il totale dei fondi raccolti ammonta a qualcosa come circa 4 milioni di euro. Molti gl’investitori (soprattutto tedeschi) che avevano affidato i loro risparmi ai due promotori arrestati agli inizi di ottobre. Lo avevano fatto dietro la promessa di lauti guadagni, da realizzare appunto con un progetto internazionale nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Ma l’affare non decollò. I due responsabili (uno dei quali domiciliato in Ticino) cominciarono allora a prelevare i soldi; sia a scopo personale, sia per reinvestirli in altre attività.
Da qui il buco, che con il trascorrere delle settimane ha assunto le proporzioni di una voragine. Una voragine – hanno accertato le indagini - da 2,3 milioni di euro: quasi 3 milioni di franchi. Il resto dei 4 milioni rastrellati è stato invece sequestrato in una banca luganese. I due uomini, difesi dagli avvocati Sandra Xavier e Lorenzo Fornara, sono tuttora dietro le sbarre. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha appena prorogato la loro carcerazione preventiva. Truffa, appropriazione indebita e falsità in documenti le accuse di cui devono rispondere.
Francesco Lepori






