Al mondo "non importa se c'è gente che deve fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà e con quanto dolore tante volte vediamo che trovano la morte. Oggi è un giorno di pianto” per le vittime di Lampedusa. Papa Bergoglio lo ha detto venerdì ad Assisi nella Sala della spoliazione di San Francesco, primo Pontefice a visitarla in 800 anni.
Dopo l’abbraccio con i disabili dell’istituto Serafico, c’è stato quello con i bisognosi assistiti dalla Caritas, con i quali ha scambiato parole di incoraggiamento. Parlando a braccio, nella città del santo fattosi povero di cui ha voluto prendere il nome, Papa Francesco ha invitato a cogliere l’occasione per “spogliarsi”, perché la mondanità uccide l’anima e anche la Chiesa attraverso la vanità, la prepotenza, l’orgoglio e l’idolatria. La società, ha detto ancora il Pontefice, “per salvarsi deve seguire la via della povertà, che non è la miseria - questa è da combattere - ma il saper condividere”.
Quindi, in ginocchio, si è raccolto in preghiera per alcuni minuti sulla tomba del santo. Con il saluto francescano, “pace e bene a tutti”, ha infine aperto l’omelia della messa che, davanti a 50'000 persone sulla piazza della basilica, ha concluso la mattinata. C’è stata anche una stretta di mano con il premier Enrico Letta, accompagnata dagli auguri a tutta l’Italia, che venerdì celebra proprio la festa di San Francesco suo patrono.
PON/ansa
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