Roberto Vannacci, il generale italiano al centro di molte polemiche per le sue opinioni controverse, ha tenuto ieri sera (mercoledì) come previsto la sua conferenza organizzata dalla sezione locale dell’UDC, nonostante un presidio di contestazione a cui hanno preso parte più di 200 persone. Presidio che ha denunciato e definito le parole di Vannacci “messaggi d’odio e di esclusione verso minoranze e persone che lui reputa diverse da quello che è il suo ideale di società”, ha spiegato alla RSI Marco D’Erchie, membro del Partito socialista e presente sul posto. Durante la protesta ci sono stati anche alcuni momenti di tensione con le forze dell’ordine.

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Il Quotidiano 28.01.2026, 19:00
Tornando al protagonista della serata, in un’intervista rilasciata al Quotidiano prima dell’evento, Vannacci ha affrontato diverse tematiche, dalle critiche nei suoi confronti alle sue posizioni su Europa e immigrazione.
“Non ho mai incitato all’odio”, ha dichiarato Vannacci, respingendo le accuse dei manifestanti. “Hanno provato anche in Italia a denunciarmi su questo aspetto. La cosa è stata totalmente archiviata”. Il generale ha definito le proteste “sterili” e “basate sul nulla”, invitando i contestatori al confronto diretto: “Se hanno qualcosa da argomentare contro le mie posizioni dovrebbero venire e farcelo sapere, affrontarmi direttamente, con la forza delle argomentazioni”. Vannacci ha criticato duramente l’atteggiamento dei suoi oppositori: “Questi signori dimostrano invece la loro intolleranza, il loro approccio autoritario e dittatoriale e il fatto che non accettino posizioni che sono diverse dalle loro”.
Tra immigrazionismo e remigrazione, le posizioni contestate
Roberto Vannacci è noto in particolare per le sue esternazioni su migrazione e remigrazione, donne, disabili e omosessuali, denunciate da molti come divisive, sprezzanti, razziste e xenofobe. Di lui e del suo pensiero si contesta anche una certa nostalgia per il fascismo.
Le sue posizioni sono state raccolte nel libro “Mondo al contrario”, una pubblicazione a causa della quale nel 2024 la Procura di Roma ha iscritto il politico nel registro degli indagati per l’accusa di istigazione all’odio razziale. Sotto la lente degli inquirenti sono finite una serie di affermazioni presenti nel libro autoprodotto e diventato, di fatto, un caso, con 200’000 copie vendute. Oggetto dell’esposto alle autorità, alcuni passaggi dello stampato e in particolare quelli in cui Vannacci definisce “non normali” gli omosessuali o quando cita un episodio vissuto a Parigi in cui fa riferimento a persone di colore. Gli altri cavalli di battaglia di Vannacci sono come scritto il cosiddetto immigrazionismo e la remigrazione. Nel primo caso, il termine connota automaticamente come negativo il fenomeno della migrazione, mentre con remigrazione s’intende il ritorno al Paese di origine dei migranti, anche se naturalizzati.
Difendendo la sua visione delle differenze sociali, Vannacci ha affermato: “Io rappresento delle differenze che sono il sale della vita. La vita sia fisica che sociale, si basa sulle differenze”. Ha sottolineato che “l’esaltazione delle differenze non equivale alla discriminazione. La discriminazione avviene sul piano dei diritti e della dignità, ma dire che una persona è diversa da noi per caratteri somatici, per religione, per comportamento, non è assolutamente un atteggiamento discriminatorio”.
“L’UE un fallimento, la Svizzera se ne guardi bene”
Il generale ha poi sconsigliato alla Svizzera di aderire all’Unione Europea, definendola “la dimostrazione di un fallimento dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale, dal punto di vista delle libertà e dal punto di vista delle relazioni internazionali. Oggi siamo più poveri di prima, siamo meno socialmente uniti e siamo più instabili da un punto di vista delle relazioni internazionali”.
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Vannacci ha poi citato il caso dell’ex colonnello ed ex membro dei servizi segreti svizzeri Jacques Baud, accusato da Bruxelles di propaganda filorussa, come esempio di quello che definisce l’atteggiamento dittatoriale, autarchico e impositivo dell’Unione europea. “È appena stato condannato dalla Commissione europea con il blocco dei conti, l’impossibilità di utilizzare il denaro e la proibizione di entrare nell’UE. E tutto questo senza un processo e senza un tribunale”.

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Ha quindi concluso consigliando alla Svizzera di non aderire ai nuovi accordi con Bruxelles, i cosiddetti Bilaterali III, e di “valutare solo quegli accordi che portano un reale beneficio agli svizzeri e che fanno l’interesse della popolazione svizzera, perché la politica saggia fa l’interesse del proprio elettorato”.
“Se oggi stiamo bene è grazie alla civiltà occidentale prevaricatrice e colonialista”
Riguardo alle priorità per l’Europa, Vannacci ha indicato due punti principali: “Parlando di riformare l’Europa partirei intanto dall’immigrazione e quindi bisognerebbe bloccare i flussi migratori. Poi passerei al ‘Green deal’, che va eliminato perché è quello che ci ha ridotto totalmente in stato di povertà, desertificando la nostra produzione industriale”. Ma il Vannacci pensiero, come prevedibile, se la prende anche con l’atteggiamento ‘woke’ che secondo lui attraversa la società: “Questo atteggiamento ha negato quelli che sono i pilastri su cui si basa la civiltà occidentale, che è poi anche una storia di successo. Perché se oggi noi rappresentiamo uno dei posti, se non il posto, dove si vive meglio sulla faccia di questa terra è proprio grazie a quella civiltà occidentale prevaricatrice, colonialista e basata sulla famiglia di uomo e donna che questi signori stanno denigrando”.
Infine, sulla politica italiana, Vannacci ha smentito le voci di una sua imminente uscita dalla Lega, nonostante abbia recentemente depositato il marchio ‘Futuro nazionale’, che sembra a tutti gli effetti quello di un nuovo movimento: “Al momento non c’è nulla di tutto ciò, ci sono tante speculazioni giornalistiche come siamo soliti vedere e c’è solamente un marchio che è stato depositato come altri marchi che io ho depositato, solo altri due negli ultimi mesi... tutto qua”.
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