Ticino e Grigioni

Villa Argentina: “L’assistenza può frenare il recupero”

Crack e benzodiazepine le preoccupazioni, ma gli esperti del centro terapeutico luganese puntano il dito anche contro l’invalidità concessa a ragazzi di vent’anni

  • 37 minuti fa
immagine
02:59

Villa Argentina e la lotta alla tossicodipendenza

Il Quotidiano 27.05.2026, 19:05

  • RSI
Di: Il Quotidiano - Beatrice Zeli / Spi 

“Una volta che ho iniziato ad usarla, la sostanza è diventata la soluzione a tutto. Era un mondo a parte”. Gianni, nome di fantasia, ha 31 anni ed ha iniziato a consumare crack a 18. Al centro di recupero per tossicodipendenti di Villa Argentina, racconta al microfono del Quotidiano, è giunto “su mandato penale, dopo un accordo con la procuratrice, per seguire un percorso e rimettere insieme la mia vita. Sono qui da 14 mesi e tutto sta andando alla grande”.

Gianni è uno dei 27 ospiti del centro terapeutico, che ha due sedi nel luganese e un team di 28 persone. Un terzo degli ospiti si trova qui per decisione di un giudice. Accanto al consumo di crack, preoccupa quello delle benzodiazepine. “Si tratta di un problema un po’ banalizzato che tocca in particolare una popolazione sensibile. Spesso sono donne, oltre i quarant’anni, a consumare questi medicamenti magari anche addizionando dell’alcol”, spiega il direttore di Villa Argentina, Mirko Steiner.

Uscirne è difficile, come è controproducente, secondo gli esperti, la facilità con la quale, viene erogata l’assicurazione invalidità anche a ragazzi di 20 anni. “Dare troppo aiuto”, sostiene Steiner, “disincentiva e porta le persone ad essere aiutate a vita dall’assistenza. Con problemi di passività e noia che possono riportare al mondo delle dipendenze”.

In occasione dell’assemblea, tenutasi mercoledì, c’è stato un cambio alla presidenza dell’associazione l’Ancora. Dopo 45 anni Fulvio Pelli ha lasciato l’incarico, al suo posto Ivana Petraglio che fra gli obiettivi punta a creare una rete fra i diversi attori sul territorio: “Credo che per noi sia importante rafforzare, spiegare e approfondire il legame con i vari uffici. Perché abbiamo notato che c’è un po’ uno sfilacciamento. Nel senso che nessuno ha in mano il destino di una persona e coordina le varie azioni”, sottolinea Petraglio.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare