Dopo le autorità ticinesi, anche quelle grigionesi hanno espresso le proprie osservazioni sulla consultazione avviata dal Consiglio federale in merito all’attuazione dell’iniziativa sull’immigrazione di massa del 9 febbraio dello scorso anno.
Alle urne il popolo grigionese ha accolto il testo in votazione con un risultato meno netto rispetto ai ticinesi e forse anche per questo che il Consiglio di Stato retico propone una soluzione "più soft" per i soggiorni di breve durata.
"Il Governo crede che sia doveroso andare incontro ai bisogni del turismo e dell'edilizia, nonché delle regioni di confine. Questi settori hanno bisogno di manodopera stagionale dall'estero", ha ricordato il consigliere di Stato Jon Domenic Parolini, secondo il quale un’attuazione troppo rigida del testo, accettato in votazione popolare, metterebbe in difficoltà vari rami dell'economia. Per questo motivo l'Esecutivo cantonale invita ad escludere dai contingenti i soggiorni lavorativi fino a 10 mesi, oltre il doppio rispetto alla soglia dei quattro mesi proposti da Berna.
''Siamo disposti a discutere la proposta dell'Esecutivo. Quel che e' certo e che non possiamo convivere con la proposta del Consiglio federale. La stagione invernale va da metà dicembre a metà aprile e noi vorremmo che i permessi della durata uguale o inferiore ai 12 mesi non finiscano nelle quote", ha ricordato da parte sua il direttore della sezione grigionese di Hotelleriesuisse, Juerg Domening.
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