La politica non può ribaltare una decisione giuridica consolidata. A parlare è Rainer Schweizer, uno dei maggiori esperti di diritto in Svizzera e professore emerito di diritto pubblico all’Università di San Gallo, che si esprime in termini generali sulla possibilità che il Consiglio di Stato ticinese, sull'onda di solidarietà popolare, decida di contraddire l’ordine d’espulsione dell’Ufficio federale delle migrazioni corroborato dal Tribunale amministrativo federale nei confronti di Yasin, il 23enne iraniano di origine curde che dovrebbe lasciare la Svizzera venerdì.
Famiglia e salute
Nei casi di diritto migratorio (Yasin aveva chiesto lo statuto di rifugiato, ndr), una decisione giuridica o amministrativa consolidata dall'ultima istanza, ci ha spiegato il professore, può essere rivista solo se sono sostanzialmente mutate le condizioni di richiesta e se ciò rende necessaria una nuova valutazione. In particolare va fatto un nuovo esame, se ci sono prove decisive mai presentate sulla situazione dell’interessato. Ad esempio se lo stato di salute è mutato (gravi malattie) oppure se ne va della protezione della sua vita famigliare (si deve separare dai congiunti). Proprio la questione relazionale potrebbe aprire degli spiragli per Arlind, il giovane kosovaro che, stando all'autorità cantonale, dovrebbe lasciare il Ticino e separarsi dalla madre (rimarrà fino a marzo in virtù di un certificato medico, ndr). Nel caso di Yasin potrebbero esserci dei margini nel caso del rilascio di un permesso umanitario, ma ciò avviene normalmente solo a "specifiche ed eccezionali condizioni".
Da.Pa
Gallery image - Yasin e Arlind, la politica non può tutto










