La tragedia di Crans-Montana ha riportato l’attenzione sul tema della qualità e della resistenza al fuoco dei materiali usati nell’edilizia. Il Quotidiano della RSI ha acceso le telecamere in uno dei laboratori della SUPSI dove si sviluppano plastiche e se ne testa la resistenza al fuoco.
Davanti alle telecamere Marco Spaggiari, ricercatore del laboratorio di ingegneria dei materiali polimerici SUPSI., esegue un test avvicinando una fiamma a un campione di polietilene (quindi facilmente combustibile). Anche se allontaniamo la fiamma, il materiale continua a bruciare e poi il fuoco si propaga, sempre più velocemente. La stessa prova, fatta con un altro campione (sempre un materiale plastico ma con una composizione chimica diversa) permette di vedere che, in questo caso, il materiale di partenza è intrinsecamente più resistente alla fiamma. Quindi, quando la si avvicina, il fuoco tende a propagarsi ma in realtà poi si si spegne subito, non appena la fiamma viene ritirata. Si tratta di due plastiche diverse, utilizzate entrambe in componenti elettrici. Basta un corto circuito e, con il prodotto sbagliato, l’incendio in casa parte.
Dopo la tragedia di Crans-Montana il tema della sicurezza dei materiali usati in edilizia è tornato d’attualità. Molti cercano materiali ignifughi. A cosa bisogna fare attenzione, però?
“Intanto al termine ignifugo. Nel linguaggio comune, potrebbe far pensare a un materiale che non possa prendere fuoco. I materiali devono passare tutta una serie di test che, in qualche modo, ne misurano la resistenza al piccolo innesco: cioè l’innesco fortuito (la sigaretta che cade sulla moquette), oppure un corto circuito in una presa alla parete”, spiega Andrea Castrovinci, responsabile del laboratorio di ingegneria dei materiali polimerici SUPSI.
La resistenza ha sempre un limite. “Anche le fibre aramidiche. quelle che vengono usate per i vestiti dei pompieri, hanno un’elevatissima resistenza”, ma in condizioni estreme “anche questi potrebbero prendere fuoco”, sottolinea Castrovinci.
La schiuma fonoassorbente del bar Constellation è l’esempio più recente, ma anche gli incendi alla Grenfell Tower di Londra e alla Torre dei Moro di Milano si estesero rapidamente, a causa di materiali altamente infiammabili. A chi deve fare dei lavori in casa potrebbe convenire spendere qualcosa in più, ma comprare materiali più sicuri. “Ci sono materiali che hanno un certo grado di resistenza alla fiamma, segnalata nella scheda tecnica del materiale con un riferimento a una certa norma. Però, per comprendere a fondo una norma e capirne i limiti, bisogna essere degli specialisti. Quindi se il lavoro è importante suggerirei di confrontarsi con un tecnico specialista”, conclude l’esperto.









