La notte di Capodanno a Crans Montana ha lasciato un segno indelebile: 40 vittime in un incendio che ha sollevato interrogativi drammatici sulla sicurezza nei locali pubblici. Ma cosa succede a Lugano, dove si concentra la maggior parte dei club e delle discoteche del Canton Ticino? I giovani che affollano i locali ogni finesettimana sono al sicuro?
La nostra inchiesta per Falò è partita dalle vie del centro cittadino, seguendo i gruppi di ragazzi diretti verso i club più frequentati di Lugano. Giovedì sera, venerdì, sabato: la movida ticinese non si ferma. E la tragedia di Crans Montana non sembra aver scoraggiato la voglia di ballare nei locali chiusi, nei seminterrati, negli spazi dove centinaia di persone si ritrovano per far festa.
Abbiamo cercato di capire se questi luoghi sono davvero sicuri, se le norme antincendio sono adeguate e se i controlli sono sufficienti.
Una lista vecchia di sette anni
Il Comune di Lugano ha confermato l’esistenza di una lista di 12 locali “sensibili” – quelli con grande affluenza, entrate d’accesso particolari, sotterranei o seminterrati. Ma questa lista risale al 2018, è il momento di aggiornarla e il Municipio promette di farlo al più presto.
Norme cantonali e un sistema federale frammentato
Può sembrare incredibile, ma in Svizzera non esiste una legge federale che regoli in modo uniforme la sicurezza antincendio nei locali pubblici. Ogni Cantone fa per sé, basandosi su prescrizioni elaborate dall’Associazione degli istituti cantonali di assicurazione antincendio. Queste vengono aggiornate circa ogni 10 anni: l’ultimo aggiornamento risale al 2015, e il prossimo, previsto per quest’anno in realtà è stato rinviato al 2027.
E c’è di più: dal 2003 al 2015 c’è già stato un allentamento delle misure. Prima della tragedia di Crans Montana, si prevedeva una nuova liberalizzazione entro il 2027, in nome della proporzionalità fra costi e benefici. Ora questi piani verranno rivisti.
Il silenzio dei gestori
Abbiamo cercato di sentire anche gli altri protagonisti della storia: i gestori dei locali notturni. Malgrado le nostre ripetute richieste, nessuno dei principali club di Lugano ha accettato di rilasciare interviste o di mostrarci i sistemi antincendio installati. Solo una discoteca, il Seven, ha risposto con una mail, assicurando che i propri dispositivi superano le normative di legge.
Proprio qui, circa un anno fa, una decorazione di Halloween ha preso fuoco. Solo la prontezza di intervento con un estintore ha evitato il peggio.
Candeline scintillanti: spettacolo o pericolo?
Le famigerate candeline pirotecniche sulle bottiglie di champagne, tanto in voga nei club e molto pubblicizzate sui social, sono ancora utilizzate? Il Canton Vaud le ha bandite pochi giorni dopo la tragedia. Abbiamo verificato nei locali del Luganese durante lo scorso finesettimana e c’è una buona notizia: nei locali le fontanelle scintillanti sono state soppiantate da lampade intermittenti al led, decisamente più sicure.
Cosa faranno le autorità?
La città di Lugano ha già implementato alcune misure negli ultimi anni: nel 2014 ha costituito un gruppo di lavoro con edilizia privata, polizia e pompieri, e dal 2018 richiede un aggiornamento ogni due anni del collaudo antincendio. Vengono effettuati controlli a campione ogni due o tre anni sui locali della lista.
Ma c’è un problema: la base legale cantonale non è sufficientemente esplicita e non permette di sanzionare efficacemente chi non collabora alle richieste di adeguamento.
GastroTicino parla di apprensione e insicurezza tra gli esercenti, ma anche della necessità di prendere decisioni drastiche. Forse qualche locale dovrà adeguarsi a nuove norme. Forse qualcuno dovrà addirittura chiudere.
I giovani che affollano i club del Luganese ogni finesettimana si aspettano di passare serate di svago in tutta sicurezza. Molti si sentono già sicuri, raccontano di non aver mai avuto timori, ma non sarebbero contrari se le norme antincendio fossero rafforzate. Anche a costo di dover rinunciare a qualche effetto pirotecnico, a qualche scintillio che ora appare sinistro.











