Forti differenze fra i settori: per gli alimentari si è sentito l'effetto dell'assenza del turismo della spesa (keystone)

Commercio al dettaglio giù del 6%

In marzo abbiamo comprato di più da mangiare, ma un quarto in meno di benzina

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I negozi svizzeri hanno subito un forte calo delle vendite durante il mese di marzo: il giro d'affari del commercio al dettaglio si è contratto del 6,2% in termini nominali rispetto allo stesso mese del 2019, del 5,6% in termini reali. La flessione in confronto a febbraio, al netto delle variazioni stagionali, è del 6,0%, ha reso noto oggi (giovedì) l'Ufficio federale di statistica.

Andando nei singoli comparti e rimanendo a livello nominale, spicca il -26% delle stazioni di servizio. Ulteriori segmenti che hanno risentito fortemente della pandemia sono quello degli "altri oggetti di uso domestico" (-28%) e degli "articoli culturali e ricreativi" (-20%). Il ramo che ha registrato invece i migliori risultati economici è stato quello delle apparecchiature di telecomunicazione e informazione (+24 e +16%), e qui si vede l'effetto del telelavoro. Buono è stato anche l'andamento del gruppo alimentari, bevande e tabacchi (+8%), complice l'impossibilità del turismo degli acquisti.

 
ATS/pon
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