11/9/2001: L'impatto del secondo aereo sulla Torre Sud del WTC, la torre Nord è già in fiamme (keystone)

11 settembre, venti anni dopo

Dopo gli attentati al cuore degli Stati Uniti il mondo non fu più lo stesso, ma i talebani oggi sono tornati padroni dell'Afghanistan - E i misteri su quel giorno rimangono

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Il rombo improvviso di un Boeing 767 - che vola basso, come un caccia, sopra i grattacieli di New York – fa sobbalzare un gruppo di pompieri, inquadrati da una telecamera. Anche l’obbiettivo segue il frastuono e cattura il momento in cui l’aereo di linea, carico di passeggeri, si schianta sulla Torre Nord del World Trade Center (WTC). Si apre una gigantesca breccia nei piani superiori al 93esimo, che si incendiano.

 

Sono le 08.46. Gli attentati dell’11 settembre 2001 iniziano con un’azione meticolosamente organizzata, la prima di altre tre, tutte condotte utilizzando aerei di linea, dirottati sugli obbiettivi come fossero missili, per sferrare gli attacchi terroristici più letali della storia. All’epoca nessuno può ancora sapere che, dopo quel giorno, il mondo non sarà più lo stesso. Oggi le conseguenze, però, sono sotto gli occhi di tutti: altre guerre, innumerevoli attentati, torture, sequestri e trasferimenti forzati diventati sistemici, un cambio radicale nelle vite di tutti, migrazioni di massa… fino alla cronaca dei giorni recenti, con il caotico ritiro delle truppe USA dall’Afghanistan e il ritorno dei talebani al potere (come prima degli attentati).

L'impatto del secondo aereo sulla Torre Sud del World Trade Center
L'impatto del secondo aereo sulla Torre Sud del World Trade Center (keystone)

“L'America è sotto attacco"

Sono le 09.05 dell’11/9/2001: il presidente USA George W. Bush legge una storia ai bimbi di una scuola elementare. "Un secondo aereo ha colpito la seconda torre. L'America è sotto attacco", gli sussurra il capo dello staff. I terroristi di al Qaida si sono impadroniti di quattro aerei di linea, impiegando 19 dirottatori. Due velivoli vengono pilotati dagli jihadisti contro le Torri Gemelle (la Sud collassa alle 09.59, la Nord alle 10.28). Il terzo aereo colpisce il Pentagono, vicino a Washington. Il quarto si schianta in un bosco di Shanksville, in Pennsylvania (si presume fosse diretto sul Campidoglio o sulla Casa Bianca). In totale muoiono 2'977 persone (più 19 dirottatori), ma ad altre decine di migliaia, nel corso degli anni seguenti, verrà diagnosticato il cancro, per aver respirato le polveri tossiche delle nuvole di ceneri e detriti del WTC, che si posarono sulla punta meridionale di Manhattan.

Il pompiere Mike Kehoe mentre sale le scale della Torre Nord, riuscirà a uscirne prima del crollo
Il pompiere Mike Kehoe mentre sale le scale della Torre Nord, riuscirà a uscirne prima del crollo (keystone)
11/9/2001: sopravvissuti agli attentati, ricoperti dalle polveri tossiche dei detriti delle torri gemelle
11/9/2001: sopravvissuti agli attentati, ricoperti dalle polveri tossiche dei detriti delle torri gemelle (keystone)

I falling men di New York

Oggi, vent’anni dopo, nel momento del ricordo solenne di una ferita impossibile da risanare, il quadro dell’orrore, attraverso le immagini d’epoca, diventa visibile anche per chi, nel 2001, non era ancora nato. Per tutti noi , invece, rimane scolpito nella mente. Ognuno, dall'età della ragione, ricorda dov’era in quegli istanti.

Una persona precipita dalla Torre Nord del World Trade Center
Una persona precipita dalla Torre Nord del World Trade Center (keystone)

E le immagini dei falling men di New York (che si gettavano dalle Twin Towers per la disperazione, nell'impossibilità di resistere alle fiamme), si ripresentano – corsi e ricorsi storici - attraverso i falling men di Kabul che, il 16 agosto 2021, precipitano dal carrello di un aereo al quale si sono aggrappati con la mente ormai offuscata dal terrore per l'imminente arrivo dei talebani.

I falling men di Kabul
I falling men di Kabul (India TV - ANSA)

Un attacco al sistema economico, militare e politico USA

Gli Stati Uniti vennero colpiti al cuore dagli attacchi terroristici alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono, tra i simboli del potere economico e militare di Washington. E la prima potenza mondiale si scoprì, di colpo, vulnerabile.

I soccorritori al lavoro sulle macerie del World Trade Center dopo gli attentati
I soccorritori al lavoro sulle macerie del World Trade Center dopo gli attentati (keystone)
I differenti livelli di distruzione e instabilità degli edifici nelle rilevazioni del 19/9/2001
I differenti livelli di distruzione e instabilità degli edifici nelle rilevazioni del 19/9/2001 (keystone)

Le conseguenze

Le conseguenze degli attentati dell’11 settembre saranno molteplici e ripiomberanno il mondo nella paura, come se insieme alle Torri si fosse sgretolata anche l’illusione - dopo due guerre mondiali, la sconfitta dei nazi-fascisti, la fine della guerra fredda e il crollo dell’Unione Sovietica – di potere aspirare finalmente a una “pax” globale. Del resto, notano gli storici, gli attentati servono proprio a dare il via alle guerre.

 

Inizia la guerra in Afghanistan, durerà 20 anni

Lo shock dell’11/9 fu tale da spingere gli Stati Uniti (presidente il Repubblicano George W. Bush) a una dura reazione, non solo militare. Gli USA (e con loro diversi Paesi occidentali) si ritroveranno così impantanati in altre guerre. Quella in Afghanistan (la più lunga mai combattuta dagli americani), iniziata il 7 ottobre 2001 con l’operazione Enduring Freedom (neanche un mese dopo gli attentati alle Twin Towers) e si è ufficialmente conclusa con la partenza dell’ultimo soldato a stelle e strisce da Kabul, alla mezzanotte del 30 agosto 2021, venti anni dopo.

ll generale Chris Donahue, l'ultimo americano a lasciare Kabul
ll generale Chris Donahue, l'ultimo americano a lasciare Kabul (Keystone)

La storia - invece di finire, come aveva scritto qualcuno - si è ripetuta, visto che i soldati americani si ritrovano a combattere gli stessi jihadisti che avevano armato (tra l'altro con tanto di micidiali lanciamissili stinger) in chiave anti-comunista, quando a Kabul c’erano i sovietici. Senza dimenticare il conflitto in Iraq (2003). Guerre che mieteranno migliaia di vittime anche tra i civili. Conflitti anche asimmetrici, con altri micidiali attentati jihadisti portati in molte città del mondo (non solo in Occidente), rapimenti ed esecuzioni sommarie. Tutto finisce sul web, usato come moderna arma di propaganda dai terroristi, anche per fare proselitismo.

Le limitazioni ai diritti individuali e civili. Le torture e le extraordinary rendition

I cittadini americani (e non solo loro), però, pagheranno anche un altro pesante tributo in nome della lotta al terrorismo. Leggi come il Patriot Act limiteranno le libertà individuali e i diritti civili, mentre l’Occidente si volterà dall’altra parte e tollererà arresti senza precisi capi di imputazione e deportazioni (come quelle nella base militare statunitense di Guantanamo, a Cuba), torture per estorcere informazioni (tra le altre anche attraverso la pratica del waterboarding), extraordinary rendition (sequestri e trasferimenti forzati verso Paesi noti per praticare la tortura), tra tutti il caso Abu Omar. Inutilmente, per sei anni, a partire dal 2006, la magistratura milanese chiederà l'arresto di 26 agenti della CIA, coinvolti nel sequestro. E mentre la società civile si chiede: “se ti comporti come il terrorista che combatti, chi capirà più la differenza?”, i misteri su quel maledetto giorno, che cambiò la vita di tutti, permangono. Tanto che l’attuale presidente Joe Biden ha appena ordinato di declassificare il dossier relativo all’11/9. I documenti faranno finalmente luce su connivenze, complicità e il ruolo dell’Arabia Saudita, come chiedono da sempre i familiari delle vittime?

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Vent’anni dopo, i talebani tornano padroni di Kabul

Intanto, ironia ancora una volta della storia, il cerchio si è chiuso, ma con il presidente Biden che riconsegna l’Afghanistan a quegli stessi talebani ai quali, venti anni fa, il 20 settembre 2001, l’allora presidente George W. Bush aveva intimato di consegnare Osama bin Laden e di chiudere i campi di addestramento di al Qaida. Il giorno dopo i talebani rifiutarono l’ultimatum. Il 7 ottobre iniziarono i bombardamenti americani. Oggi, 11 settembre 2021, a Kabul comandano di nuovo gli “studenti coranici”, soprannominati ormai narco-talebani, visto che si arricchiscono (anche) con il commercio di droga.

Kabul, poco prima del buio

Kabul, poco prima del buio

Speciale Informazione a cura di Falò, documentario di Roberto Antonini e Philippe Blanc

 

I motivi del fallimento USA? Esperti come Olivier Roy, ex consulente ONU per l’Afghanistan rimproverano, tra l’altro, di aver lasciato al potere un Governo corrotto e inefficiente. Inoltre “la motivazione iniziale dell’intervento militare in Afghanistan non era di mettere in piedi un Governo stabile e democratico ma di distruggere al Qaida. Un intervento militare mal condotto ha consentito ad al Qaida di rifugiarsi in Pakistan, ma non c’è mai stata una risposta chiara e coerente degli americani su questa questione”.

Un TG20 speciale per l’anniversario

Sabato 11 settembre, il Telegiornale delle 20.00, andrà in onda in edizione speciale condotta da Roberto Cattaneo, più lunga del solito, in occasione dell’anniversario degli attentati suicidi del 2001 coordinati contro obiettivi civili e militari degli Stati Uniti (World Trade Center e Pentagono). Lo schianto dei quattro aerei dirottati causò direttamente la morte di 2'977 persone (più i 19 terroristi) e negli anni successivi provocò altre decine di migliaia di vittime a causa delle sostanze inalate alle Torri Gemelle e della guerra globale al terrorismo islamista, ancora in corso.

Massimiliano Angeli
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