Alaska, "ci tornerei"

Parla Tyson Steele, il giovane sopravvissuto tre settimane al freddo dopo l'incendio della sua capanna

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"Due anni di scorte di cibo sono state ridotte a 30-35 giorni. Mangiavo una scatoletta a colazione e una a cena. Le etichette erano tutte bruciate". A raccontarlo è Tyson Steele, il giovane americano salvato dai soccorritori dopo 23 giorni di isolamento in una località remota dell'Alaska. Un incendio ha distrutto la capanna dove abitava da settembre, lasciandolo senza riparo, nel freddo dell'inverno alaskano.

Ma la speranza di salvarsi non lo ha mai abbandonato. "Sapevo che qualcuno stava arrivando. Avevo una routine regolare di chiamate e qualcuno si sarebbe preoccupato. La mia famiglia non ha ricevuto la mia telefonata a Natale", racconta in un'intervista.

Per attirare l'attenzione dei soccorritori, Steele ha scritto "SOS" sulla neve, ed è stato così trovato dall'elicottero. A chi gli domanda se ha intenzione di tornarci, risponde: "Sì. Questa è la vita per cui ho lavorato per molto tempo".

EBU/eb
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