Tre dei sei israeliani arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di di Mohammad Abu Khdeir, l'adolescente palestinese bruciato vivo a inizio mese in una foresta nei pressi di Gerusalemme, hanno confessato di essere gli autori dell'assassinio e hanno confermato d'aver agito per vendicare l'uccisione dei tre compatrioti rapiti in Cisgiordania a metà giugno.
A due settimane dall'assassinio quindi, la polizia israeliana si accinge ad incriminare i presunti assassini, tre ultranazionalisti ebrei. A "incastrarli" è stato il cellulare della vittima, che è stato recuperato in casa di uno dei tre arrestati.
Il più vecchio degli interpellati ha 29 anni, mentre i complici ne hanno entrambi 17, uno più della loro vittima. Proprio i due episodi di cui sopra sono all'origine dell'attuale stato di guerra tra l'esercito con la stella di Davide e i miliziani di Hamas nella Striscia di Gaza.
AFP/dg




