La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano - secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu - così Israele ha proseguito durante la mattinata di venerdì la sua campagna di bombardamenti e gli attacchi da terra, colpendo il Sud del Paese dei cedri. Tel Aviv, dunque, conferma nei fatti che vuole interpretare in modo diverso l’intesa raggiunta tra Washington e Teheran.
La posizione di Israele
“Sì, assolutamente. Quattro ore dopo l’annuncio del presidente USA Donald Trump, l’ufficio del premier Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione a sostegno del cessate il fuoco raggiunto dagli americani con l’Iran ma ha anche sottolineato che non si estende al Libano, nonostante le affermazioni contrarie dei mediatori pakistani”, spiega il collaboratore RSI Michele Giorgio a SEIDISERA.
“Israele - è scritto nella dichiarazione - sostiene gli sforzi degli Stati Uniti per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica. E su questo ha battuto molto un funzionario israeliano, sostenendo che l’amministrazione Trump ha garantito che durante i prossimi negoziati l’amministrazione appunto, chiederà con forza all’Iran di rimuovere tutto il materiale nucleare dal Paese, di interrompere l’arricchimento dell’uranio e di eliminare la minaccia dei missili, dice Michele Giorgio.
Uranio arricchito e missili balistici
“Uranio arricchito e missili balistici sono centrali per Israele. Netanyahu, che le ha definite per anni minacce per l’esistenza dello Stato ebraico, sa che solo ottenendo la loro eliminazione potrà proclamarsi vincitore della guerra contro l’Iran assieme agli Stati Uniti, che ha voluto per anni ed infine ottenuto, anche perché si avvicinano le elezioni politiche”.
Il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid: il cessate il fuoco tra USA e Iran un disastro politico
“Le elezioni sicuramente hanno a che vedere con il giudizio pronunciato da Lapid. Non c’è mai stato un disastro diplomatico simile in tutta la nostra storia, ha scritto Lapid sui social, cercando di rappresentare la tregua come un fallimento totale di Netanyahu. Israele, ha sottolineato, non era presente al tavolo delle trattative quando sono state prese decisioni riguardanti il cuore della nostra sicurezza nazionale. Ha aggiunto che mentre l’esercito ha fatto tutto ciò che gli è stato chiesto e la popolazione ha dimostrato una notevole resilienza, il primo ministro, a suo giudizio, ha fallito, non raggiungendo nessuno degli obiettivi che lui stesso si era prefissato. Si è riferito infine alla mancata resa dell’Iran che, al contrario, è riuscito a dettare qualche condizione per il cessate il fuoco e all’incertezza legata al futuro del programma nucleare missilistico di Teheran”.
Le reazioni internazionali
Intanto per la Spagna è inaccettabile che Israele prosegua la guerra in Libano. Una posizione analoga è stata espressa dal presidente francese Emmanuel Macron, secondo cui l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran include anche il Libano. Ma in generale le reazioni politiche internazionali al cessate il fuoco sono positive. l’Iraq ha riaperto il suo spazio aereo e anche dallo Stretto di Hormuz in mattinata sono passate diverse navi.









