Attenzione al rock al volante

Uno studio dimostra che ritmi a più di 120 battiti al minuto rendono i conducenti più inclini a infrangere il codice della circolazione

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Ascoltare musica mentre si guida è un'usanza diffusa in moltissimi conducenti, ma uno studio recente pubblicato sulla Rivista internazionale di ricerche ambientali e salute pubblica ha dimostrato che questa ha un'influenza sul modo di guidare. Alcuni brani, infatti, rendono più distratti e inclini a infrangere il codice stradale, come scoperto dai ricercatori della South China University of Technology.

Incriminata è soprattutto la musica rock, che sovente supera i 120 battiti per minuto (bpm). Oltre questa soglia si manifesta una sovreccitazione che porterebbe i guidatori a cambiare più spesso corsia e ad accelerare bruscamente.

Alcune opere che superano il limite, e che andrebbero inserite con parsimonia nelle playlist personali, sono ad esempio American Idiot dei Green Day (189 bpm), You never can tell di Chuck Barry (157 bpm). Don't Stop me now dei Queen (156 bpm) e Born to run di Bruce Springsteen (146 bpm).

FD
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