Soldati russi perquisiscono i combattenti del battaglione Azov che si sono arresi
Soldati russi perquisiscono i combattenti del battaglione Azov che si sono arresi (keystone)

"Azovstal totalmente nelle nostre mani"

Mosca annuncia la presa finale dell'acciaieria, ultima sacca di resistenza ucraina a Mariupol - Zelensky accusa la Russia di aver trasformato il Donbass in "un inferno"

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Mosca annuncia la presa totale dell'acciaieria Azovstal di Mariupol. "Missione compiuta", ha comunicato il ministro della Difesa russo Shoigu al presidente Vladimir Putin, fa sapere la Tass. Secondo i russi, sono 2'439 i combattenti ucraini che si sono arresi e hanno lasciato l'impianto. Kiev non ha confermato la cifra, mentre la Gran Bretagna l'ha indicata in 1'700 unità. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, che sta supervisionando quanto succede, ha affermato di aver registrato diverse centinaia di prigionieri di guerra, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

Il video diffuso dal ministero della Difesa di Mosca mostra soldati russi che ispezionano effetti personali e borsoni degli ultimi difensori dell'acciaieria, tra cui membri del battaglione Azov. I prigionieri vengono inoltre perquisiti e costretti a spogliarsi per mostrare i propri tatuaggi, tra cui alcuni raffiguranti croci celtiche o la doppia S nazista

In una dichiarazione, il ministero russo ha affermato che si è arreso anche un gruppo finale di 531 combattenti del controverso reggimento Azov, costituito da miliziani di estrema destra nel 2014 e poi integrato nell'esercito ucraino. All'inizio della giornata, il comandante del reggimento, Denis Prokopenko, aveva confermato di avere ricevuto dalle autorità di Kiev l'ordine di deporre le armi dopo quasi tre mesi di assedio, aggiungendo che tutti i civili e i soldati erano usciti dalle gallerie dell'enorme fabbrica in cui erano asserragliati.

Il comandante del battaglione Azov, Denis Prokopenko, è stato portato via dall'acciaieria Azovstal "con un veicolo blindato speciale" verso i territori controllati dalla Russia, fa sapere il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, secondo il quale "i residenti lo odiavano e volevano ucciderlo per le numerose atrocità commesse", scrive la Tass.

Mentre i combattimenti a Mariupol sono terminati, si sono intensificati nella città di Sievierodonetsk, un delle ultime roccaforti tenute dalle forze ucraine nella provincia di Luhansk, l'obiettivo prioritario di Mosca nel Donbass insieme alla vicina provincia di Donetsk. I russi vogliono prendere anche la città gemella di Lychtchansk, sull'altra sponda del fiume Siverskiy Donets.

La presa di entrambe le città consentirebbe a Mosca di rivendicare il controllo della provincia e di porla sotto l'autorità della "Repubblica Popolare di Luhansk", proclamata dai separatisti filorussi nel 2014 e la cui indipendenza il presidente Vladimir Putin ha riconosciuto poco prima dell'inizio di quella che lui definisce "operazione speciale" in Ucraina.

A Mosca, Sergei Shoigu ha dichiarato che la completa "liberazione" della "Repubblica" è "una questione di vita o di morte". La "liberazione" completa della "Repubblica Popolare di Luhansk è imminente". La conquista di questa provincia e di quella di Donetsk potrebbe permettere a Putin di rivendicare la vittoria a cui ambisce in Ucraina.

Ucraina, intensi attachi nel Donbass

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TG 12:30 di venerdì 20.05.2022

 

Intanto il presidente ucraino Volodimir Zelensky accusa la Russia di aver trasformato la regione del Donbass in "un inferno": "Il loro è un tentativo deliberato e criminale di uccidere quanti più ucraini possono", ha detto. Il New York Times, nel frattempo, pubblica i video - girati da un drone, da una telecamera di sicurezza e da un testimone in una casa vicina - che mostrano come i russi abbiano giustiziato almeno 8 civili a Bucha lo scorso 5 marzo. La procura ucraina ha identificato intanto un nuovo ufficiale russo accusato di presunte atrocità nell'oblast di Kiev. Vasyl Lytvynenko, 30 anni, avrebbe ordinato ai suoi soldati di uccidere dei civili nel villaggio di Lypivka a 40 chilometri a ovest di Bucha.

Reuters/M. Ang.
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