(John Moore, Getty Images, World Press Photo 2019)

Bimbi in carcere, macchia su Trump

L'ONU: Stati Uniti colpevoli per il "trattamento disumano" dei bambini nei casi legati all’immigrazione

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"Separare i bambini dai loro genitori, come ha fatto l'amministrazione Trump, anche con i bambini piccoli, al confine con il Messico (....) costituisce un trattamento disumano sia per i genitori che per il bambino". Così Manfred Nowak, autore principale dello studio globale delle Nazioni Unite sui bambini privati della libertà. "La detenzione dei bambini in relazione alla migrazione non dovrebbe mai essere considerata (.....), nell'interesse superiore del bambino. Ci sono sempre altre soluzioni", ha detto Nowak.

Più di 100'000 bimbi in prigione solo negli USA

Secondo i dati ONU sono 103'000 i bambini attualmente detenuti in relazione all'immigrazione negli Stati Uniti, una cifra che include i bimbi arrestati insieme ai genitori, quelli separati dai parenti prima della detenzione e quelli non accompagnati. Secondo lo stesso studio, sono almeno 330'000 i bambini trattenuti in carcere in 80 paesi per motivi legati all'immigrazione. Quindi un bimbo su tre, tra quelli arrestati, si trova in una prigione statunitense. In totale, lo studio dell'ONU ha dimostrato che 7 milioni di bambini sono stati privati della loro libertà in tutto il mondo in diversi tipi di istituzioni.

Gli USA non hanno ratificato la Convenzione sui diritti del fanciullo

In particolare, lo studio esamina le violazioni della Convenzione sui diritti del fanciullo, di cui proprio mercoledì ricorrono i 30 anni dalla firma. La Convenzione stabilisce che la detenzione dei minori deve essere utilizzata "solo come misura di ultima istanza e per il più breve tempo possibile". Gli Stati Uniti sono l'unico paese membro delle Nazioni Unite che non ha ratificato la Convenzione, entrata in vigore nel 1990. Ma Nowak ha sottolineato che questo non esonera l'amministrazione del presidente Donald Trump dalla responsabilità per le sue azioni nel trattenere i bambini migranti al confine con il Messico.

(John Moore, Getty Images, World Press Photo 2019)

La foto che ha scosso il mondo

Un'immagine, in particolare, è diventata l'icona della vergogna del trattamento disumano sopportato dai bambini. L'ha scattata John Moore, corrispondente speciale di Getty Images, ed è stata premiata con il World Press Photo 2019, uno dei premi più importanti legati al giornalismo. Ritrae una bimba dell'Honduras in lacrime, che urla tutta la sua disperazione, di fronte all'arresto della madre da parte degli agenti statunitensi a McAllen, in Texas, il 21 giugno 2018. “Penso che questa immagine abbia toccato il cuore di molte persone, come è successo a me. Quando vedi la faccia di Yanela, che adesso ha più di due anni, vedi davvero tutta la stanchezza dell’affrontare un viaggio così lungo e la paura di attraversare un confine nel cuore della notte”, ha detto John Moore.

 

 

AFP/M. Ang.
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