Braccio di ferro sulle pensioni

La riforma, in Francia, approda in Parlamento ma il Governo dovrà trattare

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Continua la battaglia sulla riforma delle pensioni in Francia, battaglia che dalle strade si è spostata lunedì in Parlamento dove il progetto voluto dal presidente Emmanuel Macron è approdato per la discussione, contestato in aula dall'opposizione.

I partiti di sinistra radicale, La France Insoumise e i comunisti hanno presentato circa 40'000 emendamenti. La lotta sarà dura, ha detto Jean Luc Melenchon, erettosi a capo ostruzionista.

Il Parlamento ora è obbligato ad avanzare emendamento per emendamento, senza sapere davvero quando si finirà.

La sinistra vuole aggiungere un sasso nella scarpa del Governo, proponendo un referendum popolare sulla riforma, consapevole che l’Esecutivo dirà di no, nonostante la maggior parte dei francesi sia favorevole.

La maggioranza dice che è un tranello, per spingere l’Esecutivo a usare i decreti legge. Nel frattempo i sindacati più oltranzisti provano a continuare la contestazione. Dopo lo sciopero record di 3 settimane, durato fino a gennaio. La piazza e i sindacati in questi mesi hanno comunque ottenuto molto. Macron aveva voluto la riforma per far convergere 42 casse pensionistiche in una sola universale, ma in queste settimane ha già riconosciuto deroghe a molte categorie come militari, forze dell’ordine, pescatori, camionisti, ballerini e ferrovieri, che avranno condizioni di età e contributi agevolati per andare in pensione.

Il Governo continua i colloqui con i sindacati riformisti, nella speranza di strappare il loro sostegno e portare a casa la madre delle riforme, magari prima del 14 marzo, data delle elezioni Municipali in Francia. Al momento  nessuna delle due cose sembra scontata.

TG/D. MAttei/M. Ang.
Condividi