I mezzi dell'esercito in azione a Campotosto (L'Aquila)
I mezzi dell'esercito in azione a Campotosto (L'Aquila) (keystone)

Centro Italia in una morsa

Nevicate storiche e scosse di terremoto stringono in una "tenaglia" le popolazioni dell'Appennino

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Le popolazioni del Centro Italia rimangono strette in una "tenaglia", come l'ha definita il premier Paolo Gentiloni, tra nevicate storiche e scosse di terremoto come quelle, una trentina, registrate da mezzanotte alle 5 di venerdì mattina, la più forte delle quali ha raggiunto magnitudo 3.1, con epicentro a Capitignano (L'Aquila). Ieri, nello stesso arco di tempo, le scosse erano state circa 65, due delle quali di magnitudo 3.5.

Le operazioni di soccorso vedono impegnati 7'000 uomini con circa 2'400 militari (presto diventeranno 3'000), che lavorano in condizioni proibitive per liberare le strade dalla neve. E mentre il Governo italiano si prepara ad estendere lo stato di emergenza, Bruxelles ha espresso la sua solidarietà. "Siamo pienamente pronti - ha detto il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker - a mobilitare tutti gli strumenti a disposizione per alleviare l'impatto di questo disastro".

L'Hotel Rigopiano, distrutto da una valanga alle pendici del Gran Sasso, rimane la tragedia principale: quattro persone sono morte e i dispersi sono almeno 25 (tra i quali c'è pure una ragazza 22enne di origini svizzere). Le ricerche proseguono senza sosta, anche se, con il passare delle ore, le speranze di trovare qualcuno vivo diminuiscono. Non mancano altre situazioni critiche, con frazioni isolate, persone rimaste intrappolate nelle proprie abitazioni, migliaia e migliaia di case senza energia elettrica (con punte di 160'000 disalimentazioni nei giorni scorsi). Nel frattempo è stato portato al massimo livello l'allarme valanghe in tutte le aree montane di Marche, Abruzzo, Lazio e Molise.

ATS/Ansa/M. Ang.

 
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