I bombardamenti israeliani hanno colpito circa dieci obiettivi militari (Keystone)

"Chi ci colpisce, verrà colpito!"

Così il primo ministro israeliano Netanayahu in merito ai raid aerei in Siria in cui sono rimaste uccise almeno 23 persone

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L'esercito israeliano ha rivendicato una serie di attacchi aerei "su larga scala" contro le forze iraniane di Al-Quods in Siria. In cui almeno 23 persone, di cui 20 militari e 2 civili, sono rimaste uccise.

Secondo l'esercito di Tel Aviv l'attacco è partito dopo che martedì delle truppe iraniane hanno lanciato quattro razzi verso il nord di Israele.

"Chi ci colpisce, verrà colpito da noi! Questo è quello che abbiamo fatto nella notte contro dei bersagli militari siriani e le forze di Al-Quds iraniane in Siria", ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, attualmente occupato in intense trattative per rimanere al potere.

I bombardamenti israeliani hanno colpito circa dieci obiettivi militari, compresi i magazzini dell'esercito e i centri di comando nella periferia di Damasco, in particolare nelle zone di Mezze, Sehnaya, Kiswa, e nelle località fuori la capitale di Jdeidet Artuz, Dahiyet Qudsaya.

La zona di Saasa, dove sono morti i due civili, risulta fuori dal raggio degli obiettivi presi di mira direttamente dai raid di Israele. Secondo alcuni media le due vittime sono rimaste uccise in seguito alla caduta di frammenti di missili israeliani esplosi in aria dopo esser stati raggiunti dalla contraerea siriana.

AFP/ATS/Nad
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