"Non sarà un altro 2003" (keystone)

"Colpirli ovunque"

Obama ha presentato la sua strategia per "distruggere" lo Stato Islamico; in Iraq arriveranno 475 nuovi soldati

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"Colpire i terroristi che  minacciano l’America ovunque essi si trovino".  Barack Obama è pronto lanciare azioni aeree anche in Siria, oltre che in Iraq. Il presidente degli Stati Uniti ha difeso con forza la necessità di un intervento statunitense mercoledì sera (03.00 ora Svizzera), in un discorso alla nazione. Obama non ha specificato quando partirà l’operazione in Siria, si è limitato ad affermare che per sconfiggere le milizie dello Stato Islamico "ci vorrà tempo".

Ha presentato la sua strategia in quattro punti: operazioni aeree, collaborazione con il nuovo governo iracheno e aiuti all’opposizione moderata in Siria per le operazioni via terra, attivita’ di antiterrorismo e interventi umanitari, elementi chiave della lotta che, sostanzialmente, aveva già anticipato nelle scorse settimane. Obama ha poi annunciato l’invio di altri 475 soldati soldati in Iraq con ruoli di formazione e consulenza.

L’obiettivo del presidente, alla vigilia dell’11 settembre, era spiegare ai suoi cittadini perché è necessario intervenire, specificando che non si tratta di una nuova guerra in Iraq. Popolazione che, stando ai sondaggi, è ampiamente favorevole ai bombardamenti aerei contro l’IS così come la leadership del Congresso, che ha assicurato il proprio sostegno.

"L’IS non è islamico", ha dichiarato infine, "perché nessuna religione consente l’uccisione di innocenti, la maggior parte delle sue vittime, inoltre, è musulmana".

John Kerry a Baghdad

"I jihadisti dello Stato Islamico rappresentano in realtà l'anti-Islam", ha ribadito il segretario di Stato americano John Kerry a Baghdad in Iraq. Qui cerca di concretizzare la strategia annunciata dal presidente Obama per la guerra all'IS.

Dal Tg12.30:

La puntata di Modem dedicata alla strategia di Obama contro l'IS

Radiogiornale/AFP/FrCa

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