Il ministro degli Interni francese Gérald Darmanin dopo l'incontro a Bruxelles
Il ministro degli Interni francese Gérald Darmanin dopo l'incontro a Bruxelles (keystone)

Crisi migranti, l’UE propone nuove misure

I ministri europei degli interni hanno approvato un piano d’azione per evitare un altro “caso Ocean Viking” – Obbiettivo: diminuire le partenze e aumentare i rimpatri

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Due settimane dopo la crisi franco-italiana sull'Ocean Viking, i ministri degli Interni dell'UE riuniti a Bruxelles hanno approvato venerdì un piano d'azione per "evitare il ripetersi di questo tipo di situazione".

La riunione è stata convocata su richiesta di Parigi, che l'11 novembre ha acconsentito "eccezionalmente" allo sbarco di 234 migranti dalla Ocean Viking, dopo che il governo italiano di destra di Giorgia Meloni aveva rifiutato di accogliere la nave umanitaria, rimasta a lungo bloccata al largo delle coste italiane. La Svizzera è stata invitata all'incontro in quanto Stato membro dell'area Schengen.

Al suo arrivo, il ministro francese Gérald Darmanin ha ribadito che la Francia non accoglierà i richiedenti asilo che arrivano in Italia finché Roma non rispetterà "il diritto del mare".

Venti misure

Il piano d'azione d'emergenza, proposto lunedì dalla Commissione europea e approvato dai ministri, propone 20 misure, in particolare per rafforzare la cooperazione con Paesi come la Tunisia, la Libia e l'Egitto al fine di prevenire le partenze e aumentare il numero di rimpatri di migranti irregolari.

Il documento prevede inoltre un migliore coordinamento e scambio di informazioni tra gli Stati e le ONG che soccorrono i migranti in mare e intende "promuovere le discussioni in seno all'Organizzazione marittima internazionale" sulle "linee guida per le navi che effettuano operazioni di salvataggio in mare".

Anche i "Paesi della sponda sud del Mediterraneo devono aprire i loro porti" alle navi di soccorso dei migranti "che attraversano le loro acque territoriali", ha sottolineato Darmanin.

"La crisi dell'Ocean Viking è stata un po' un'improvvisazione", ha commentato da parte sua il vicepresidente della Commissione Margaritis Schinas. Ora, "abbiamo venti azioni specifiche, un importante accordo politico, tutti si impegnano a lavorare per evitare il ripetersi di questo tipo di situazione", ha commentato al termine dell'incontro, che ha definito "positivo". Ma "questa non è la soluzione finale", ha riconosciuto, invitando gli Stati membri a compiere progressi nei negoziati sulla riforma dell'UE in materia di migrazione e asilo, in stallo da oltre due anni.

Il piano di emergenza mira anche a rilanciare un meccanismo temporaneo di solidarietà europea concordato a giugno su iniziativa della Francia, che all'epoca deteneva la presidenza del Consiglio dell'UE.

Una dozzina di Paesi si è impegnata volontariamente ad accogliere circa 8’000 richiedenti asilo nell'arco di un anno, di cui 3’500 ciascuno in Francia e Germania, per alleggerire il peso dei Paesi mediterranei. Ma la crisi dell'Ocean Viking ha portato Parigi a sospendere i "trasferimenti" dall'Italia.

Il ministro italiano Matteo Piantedosi ha dichiarato di aver rilevato una "convergenza di posizioni" durante l'incontro, affermando di aver "salutato cordialmente" il suo omologo francese. Quest'ultimo lo ha invitato a recarsi a Parigi prima della prossima riunione dei ministri degli Interni prevista per l'8 dicembre a Bruxelles.

 
ATS/dielle
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