La conseguenza delle proteste a Cuba

TG 20 di domenica 18.07.2021

Cuba s'interroga sul futuro

Dopo la protesta, il Governo porta in piazza i sostenitori e punta il dito contro l'embargo USA - Dialogo difficile sullo sfondo della crisi economica

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Sette giorni dopo le inedite proteste della popolazione contro il Governo, a Cuba sono diversi gli interrogativi sul futuro in un contesto di grave crisi economica, aggravata dalla pandemia. Il Governo punta il dito contro gli Stati Uniti, anche per l'embargo che strangola l'economia del Paese caraibico. E domenica di Cuba ha parlato anche Papa Francesco, nel suo primo angelus da Piazza San Pietro, dopo il ricovero in ospedale.

Intanto, a una settimana dalla giornata di protesta, il Governo ha portato in piazza i suoi sostenitori. Raul Castro sul palco assieme al presidente Diaz-Canel, ha ripetuto le accuse all’interventismo americano. Il presidente, dal canto suo, ha dichiarato che: “L’ala dura del congresso statunitense, come sempre, esercita pressioni, questa volta sull’amministrazione Biden, per nuove misure contro la nostra isola”.

Secondo lo scrittore Leonardo Padura, voce critica del regime, qualcosa è scattato nella popolazione, i rapporti di forza sono cambiati, le autorità dovranno tenerne conto. “È stata una rivolta dal basso, una rivolta popolare. Che sia potuto succedere dimostra che c’è una mancanza di comunicazione profonda fra la sfera del potere e le esigenze e i problemi nella vita quotidiana dei cubani. In un Paese come il nostro, dove tutti sano tutto, che sia sorta una protesta di queste dimensioni e così a sorpresa è qualcosa di strano, inedito. Tutto ciò dimostra che esiste questo problema di fondo”.

Un dialogo oggi difficile, ma necessario nel momento più delicato per Cuba degli ultimi 30 anni.

TG/E. Guanella
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