Italia, calcio in crisi

TG 20 di venerdì 20.11.2020

Il calcio milionario chiede soldi dei cittadini

Gli stipendi astronomici dei calciatori e poi la pandemia; con le casse vuote come gli stadi, le società italiane chiedono l'aiuto dello Stato

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È sempre stato considerato un mondo ricco, ma ora rischia di sprofondare nei debiti, portando al fallimento molte società. Stiamo parlando del calcio italiano a cui la pandemia sta togliendo ogni forma di nuova entrata. Con le casse vuote come gli stadi e i conti dei club prosciugati e senza sponsor, ora il rischio bancarotta è reale.

Un profondo rosso da 770 milioni di euro solo nell’ultimo anno ha trovato nel tackle micidiale della pandemia il colpo di grazia per un sistema, schiacciato soprattutto dal peso astronomico degli ingaggi ai calciatori: dai 31 milioni di Cristiano Ronaldo fino a scendere ai 40mila del più giovane debuttante. Proprio quel divario che sembra segnare la fine tra vecchio e nuovo calcio, così come il divario tra situazione reale e aspettative dei tifosi, con tutti gli inevitabili problemi etici che solleva un calcio malato-privilegiato, che resta comunque la quarta industria del Paese, ma che ora chiede soldi allo Stato. Un chiedere e basta che non può evitare la spirale di un ridimensionamento generale, destinato a innescarsi nel settore e non soltanto in Italia.

L. Buccella/M. Ang.
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