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Venezuela: Machado da Trump, ma lui elogia Rodríguez 

Il presidente USA: la prima è “simpatica”, la seconda “fantastica” - Machado: “Ho consegnato il mio premio Nobel a Trump” - Rodriguez al Parlamento di Caracas: “Difenderemo la sovranità”

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Donald Trump

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Di: ATS/M. Ang. 

Il presidente statunitense Donald Trump ha ricevuto, alla Casa Bianca, Maria Corina Machado (leader dell’opposizione venezuelana e ultima vincitrice del premio Nobel per la pace), ma lui elogia comunque la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, con la quale aveva parlato qualche ora prima e che è al governo nel Paese dell’America Latina dopo che l’amministrazione USA ha deportato in un carcere di New York il presidente Nicolás Maduro e la moglie: deportazione avvenuta in seguito a un blitz portato a termine dalle forze armate USA, che hanno causato decine di morti.

Machado è “simpatica”, si è limitato a dire Trump. Per Rodríguez il presidente ha usato altre parole: “è fantastica”. La prima, che ha aspettato per anni la caduta del leader di Caracas, vuole prendere le redini del Paese con il sostegno USA e mettere alla guida del Venezuela Edmundo González Urrutia. Ma solo dieci giorni fa Trump ha gelato le sue aspirazioni, sostenendo che non gode del “rispetto” necessario e che avrebbe dovuto farsi da parte per facilitare la transizione. Oggi la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che Trump ha fatto una “valutazione realistica” del sostegno popolare alla leader dell’opposizione, pur ammettendo che “Machado è una voce importante per molte persone in Venezuela”.

Per contro Delcy Rodríguez sta guadagnando giorno per giorno la stima di Trump, grazie all’accordo sul petrolio e alla liberazione di centinaia di prigionieri politici. Finora ha soddisfatto tutte le nostre richieste, ha sottolineato Leavitt. Il presidente USA ha inoltre dichiarato di voler ricevere presto Rodríguez e di voler andare il prima possibile in Venezuela.

Intanto nella seconda parte del suo intervento in Parlamento, Delcy Rodríguez, ha affermato che il Paese “non ha paura di affrontare diplomaticamente gli Stati Uniti” e ha lanciato un appello all’”unità nazionale, senza distinzioni politiche”, a difesa dell’integrità territoriale. Rodríguez ha escluso qualsiasi forma di subordinazione a Washington, sostenendo che “non è il governo a essere minacciato, ma l’intero Venezuela”. In ambito economico, ha annunciato una riforma della legge sugli idrocarburi per integrare questi modelli e la creazione di due fondi sovrani destinati alla spesa sociale e alle infrastrutture, accompagnati da una piattaforma di trasparenza. Ha infine ribadito l’intenzione di mantenere relazioni internazionali “fondate su dignità e legalità”, rivendicando il diritto del Venezuela a cooperare con Stati Uniti, Cina, Russia e altri Paesi, e ha concluso indicando nella pace interna “l’unica strada possibile” per il futuro del Paese.

Nel frattempo Washington continua la sua guerra alle navi ombra colpite da sanzioni. Il Comando meridionale americano ha annunciato il sequestro della petroliera Veronica in un’operazione all’alba. “L’unico petrolio che lascerà il Venezuela sarà quello la cui esportazione è coordinata in modo appropriato e legale”, ha affermato il Comando pubblicando sulle reti sociali il video del sequestro. Si tratta della sesta imbarcazione fantasma fermata nelle ultime settimane. 

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