Il funerale al ghiacciaio

Il riscaldamento climatico pare essere "l'omicida" dell'Okjökull, in Islanda, dove domenica è stata posta una targa commemorativa

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Una cerimonia funebre in ricordo di un ghiacciaio estinto, quello dell'Okjökull. È quanto è avvenuto nel primo pomeriggio nell'ovest dell'Islanda, alle pendici di un vulcano che fino a qualche anno fa era ricoperto da un ghiacciaio che ora - dopo settecento anni di esistenza - si è sciolto a causa del riscaldamento climatico.

La scioglimento del ghiacciaio nel 1986 (a sx) e nel 2019 a (dx)
La scioglimento del ghiacciaio nel 1986 (a sx) e nel 2019 a (dx) (keystone)

Per ricordare ai posteri quanto successo è stata posta una targa commemorativa che porta incisa una "Lettera al futuro", scritta dall'autore islandese Andri Snaer Magnason. Si rammenta sull'incisione a chi nei prossimi anni leggerà il testo che questo è il primo ghiacciaio a perdere tale status.

La targa commemorativa apposta domenica
La targa commemorativa apposta domenica (keystone)

"Nei prossimi 200 anni - si legge poi - è previsto che tutti i principali ghiacciai islandesi, che sono circa 400, faranno la stessa fine. Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di ciò che va fatto", si legge ancora sulla placca. "Solo tu sai se lo abbiamo fatto".

Alla cerimonia, oltre ad attivisti ambientalisti, hanno partecipano anche la primo ministro islandese, Katrin Jakobsdottir, il ministro per l'ambiente, Gudmundur Ingi Gudbrandsson, oltre all'ex presidente dell'Irlanda, Mary Robinson.

 
TG/sdr
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