Alle proteste per la morte di Mahsa Amini si aggiungono gli universitari
Alle proteste per la morte di Mahsa Amini si aggiungono gli universitari (keystone)

Iran, gli universitari protestano

Manifestazioni in diversi atenei del Paese per Mahsa Amini, la 22enne morta dopo essere stata arrestata dalla polizia perché non portava il velo in modo corretto

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Alcune università in Iran hanno iniziato proteste a livello nazionale con sit-in e scioperi unendosi alle dimostrazioni per Mahsa Amini, la 22enne morta il 16 settembre dopo essere stata arrestata dalla polizia perché non portava il velo in modo corretto. L'iniziativa è nata in seguito a una campagna lanciata da studenti universitari che hanno invitato a boicottare le lezioni on-line in tutto il Paese.

Coinvolti nelle proteste, gli studenti delle università di Scienza e Tecnologia Beheshti e Kharazmi nella capitale Teheran, mentre partecipano all'iniziativa anche atenei di Mashhad, Zanjan, Shiraz, Karaj, Kerman e molte altre città. Ufficialmente, l'anno accademico è iniziato sabato scorso ma, a causa festività nazionali, di fatto oggi è il primo giorno di lezione. Il Governo aveva annunciato che, nelle maggiori università, le lezioni si sarebbero tenute on-line per limitare la possibilità che gli studenti si radunassero per partecipare a proteste.

 

Le dimostrazioni sono continuate in tutto il Paese anche ieri, per la quindicesima notte di fila, non solo a Teheran ma anche a Karaj, Ilam, Kermanshah, Kerman, Rasht Ahwaz, Dezful, Mashhad, Orumiyeh e Bukan. A Zahedan, nel sud est del Paese, ci sono stati duri scontri con la polizia che ha ucciso decine di dimostranti.

Arrestati anche alcuni stranieri

Nel frattempo si è pure appreso che l’Iran ha arrestato 9 cittadini stranieri per le proteste che da oltre due settimane scuotono il Paese. Tra questi ci sarebbero cittadini di Germania, Svezia, Italia, Polonia, Francia, Olanda e di altri Paesi non specificati. Il ministero degli Esteri di Teheran li accusa di "essere coinvolti o essere stati nei luoghi" delle dimostrazioni per Mahsa Amini. Il presidente Ebrahim Raisi ha fatto sapere che presto sarà presentato un rapporto ufficiale per chiarire le circostanze del decesso della giovane, mentre il Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres ha chiesto un'inchiesta imparziale da parte di un'istituzione indipendente.

Manifestazioni anche in Svizzera contro il regime iraniano

Anche in Svizzera oggi più di mille persone hanno manifestato in varie città a sostegno delle proteste in corso in Iran dopo la morte della 22enne curda Mahsa Amini. A Zurigo, un migliaio di persone ha manifestato in parte sotto la pioggia battente, mentre a Berna 200 manifestanti si sono riuniti davanti all'ambasciata iraniana, hanno potuto constatare giornalisti di Keystone-ATS. In serata un'altra manifestazione è prevista a Ginevra. A Berna, la polizia ha arrestato un manifestante che ha tolto la bandiera iraniana dal terreno dell'ambasciata, ha riferito un fotografo di Keystone-ATS. Non si sono verificati incidenti gravi. I manifestanti hanno innalzato cartelli e scandito tra l'altro "Via via via - il Mullah deve andarsene". A Zurigo c'erano fra i manifestanti anche politici, tra cui il consigliere nazionale Balthasar Glättli (Verde) e la consigliera nazionale Min Li Marti (PS).

ATS/ANSA/AFP/Swing
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