Martedì all'aeroporto di Kabul (keystone)

Kabul, è corsa contro il tempo

Le operazioni di evacuazione continuano senza sosta: 19'000 persone portate via dal Paese in 24 ore – Merkel: “Dobbiamo parlare coi talebani”

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Le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan proseguono senza sosta, tanto che tra martedì e mercoledì 19'000 persone sono state portate via dal Paese, tornato in mano in mano ai talebani, riferisce oggi, mercoledì, il Pentagono. Si viaggia a un ritmo di circa un volo ogni 45 minuti: un’accelerazione dettata dalla volontà del presidente statunitense Joe Biden di lasciare definitivamente il territorio entro il 31 agosto.

In 24 ore, cinque voli con a bordo 1'220 persone sono atterrati a Washington; “stiamo correndo contro il tempo”, ha dichiarato il generale William Taylor, vicecapo di stato maggiore.

Afghanistan, continua il ponte aereo

Afghanistan, continua il ponte aereo

TG 12:30 di mercoledì 25.08.2021

 

Merkel: “Parlare con i talebani”

Nel frattempo, anche la cancelliera tedesca Angela Merkel si è aggiunta a coloro che ritengono necessario instaurare un dialogo con i talebani: “Il dialogo deve continuare, per salvaguardare le conquiste degli afghani – ha dichiarato durante un intervento straordinario a Berlino, davanti al Parlamento federale -. Sarà difficile ma dobbiamo tentare”. La cancelliera ha sottolineato che negli ultimi 20 anni in Afghanistan è stato dimezzato il tasso di mortalità infantile ed è sensibilmente aumentato l'accesso all'acqua potabile e all'energia elettrica per la popolazione. Oggi i Talebani "sono la realtà", una "realtà amara" ma da affrontare, ha concluso.

Kabul, i talebani sono entrati nella capitale molto prima di quanto previsto da analisti e servizi di intelligence
Kabul, i talebani sono entrati nella capitale molto prima di quanto previsto da analisti e servizi di intelligence (keystone)

Ieri (martedì) anche il consigliere federale e capo del Dipartimento federale degli affari esteri Ignazio Cassis, ai microfoni RSI, ha sottolineato la necessità di instaurare un dialogo con l’organizzazione fondamentalista islamica, spiegando che la Svizzera “ha un ruolo neutrale di costruttore di ponti” e che “non si possono costruire ponti se non si parla con le parti".

 

Segnali per un confronto con gli insorti arrivano anche da Russia e Cina, con i due Paesi disposti a coordinarsi per una “transizione graduale, per combattere il terrorismo, porre fine al traffico di droga e prevenire la propagazione dei rischi alla sicurezza.  Il presidente russo Vladimir Putin, nel resoconto dei media cinesi, ha sostenuto nel colloquio telefonico col presidente Xi Jinping, che le parti "hanno convenuto che l'attuale situazione internazionale e regionale è complessa e in evoluzione". E che è "molto importante tenere una comunicazione tempestiva sulle principali questioni bilaterali e multilaterali, concordando stretti scambi attraverso vari mezzi".

“Via dall’Afghanistan anche dopo il 31 agosto”

Il presidente statunitense Joe Biden ha confermato ieri, martedì, il ritiro definitivo delle truppe entro fine mese (gli stessi talebani avevano intimato alle forze occidentali di rispettare questa data, minacciando ripercussioni), ma sembra che gli afghani che lo desiderano potranno lasciare il Pase anche dopo questa data, almeno stando alle dichiarazioni dell'ambasciatore tedesco Markus Potzel che in Qatar sta trattando per la partenza dei civili da Kabul. “Il capo dell’ufficio politico dei talebani, Sher Abbas Stanekzai, mi ha assicurato che gli afghani provvisti di validi documenti potranno viaggiare su voli commerciali anche dopo il 31 agosto”, ha scritto Potzel su Twitter.

Si temono attacchi dello Stato islamico

Il presidente statunitense Joe Biden, ieri (martedì) in un discorso alla nazione, ha spiegato che ogni giorno che passa aumentano i rischi in Afghanistan, sottolineando la possibilità che vengano compiuti attentati nei confronti dei militari e dei civili assiepati all'aeroporto di Kabul: non da parte dei talebani, ma dello Stato islamico. L'organizzazione fondamentalista islamica non è mai andata d'accordo con i talebani, che anzi considera "apostati" traditori e addirittura "agenti degli americani". La branca afghana - chiamata ISIS - Khorasan (antico nome persiano di parte dell'Asia Centrale) - ha comiciato a svilupparsi nel 2015. A differenza dei talebani, i suoi leader sono quasi tutti stranieri, molti pakistani, ex combattenti dello Stato islamico in Siria o in Iraq e che da lì si sono poi trasferiti in Afghanistan. Gli attacchi aerei americani degli ultimi anni hanno ucciso diversi leader chiave. Nonostante questo, e nonostante la ferma ostilità talebana, quest'anno gli attentati perpetrati dal gruppo sono aumentati, e nel paese ci sarebbero ancora 1'500-2'000 combattenti, sparsi sul territorio in piccole cellule. Il timore statunitense è che il gruppo possa tentare mosse simboliche. Un attentato contro civili all'aeroporto sarebbe un disastro non solo per Washington, ma anche per i talebani che ora devono dimostrare di avere il controllo sul loro nuovo stato.

L'ISIS torna a far paura

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TG 20 di mercoledì 25.08.2021

 
Reuters/ATS/AFP/TG/ludoC
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