Decine di cadaveri sono stati ritrovati a Bucha dopo la partenza dell'esercito russo (keystone)

L'ONU: "In Ucraina uccisioni sommarie e stupri"

Presentato a Kiev il rapporto sui diritti umani - Documentate ampie violazioni del diritto internazionale da parte russa, ma anche, su scala minore, da parte ucraina

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L’invasione russa dell’Ucraina ha causato un grave deterioramento dei diritti umani nel paese, con migliaia di civili uccisi e feriti, una massiccia distruzione di infrastrutture civili e abitazioni, detenzioni arbitrarie e sparizioni forzate, torture e violenze sessuali: lo afferma il nuovo rapporto dell’ONU, pubblicato oggi, mercoledì, e presentato nell’ambito di una conferenza stampa a Kiev.

Il rapporto, si legge in un comunicato stampa, si basa sui dati raccolti dalla Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (HRMMU) e copre il periodo dal 24 febbraio al 15 maggio 2022.

"L'uccisione quotidiana di civili, la tortura, le sparizioni e altre violazioni devono cessare. Se le ostilità non cesseranno, allora sarà imperativo rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario e quello sui diritti umani e impegnarsi a proteggere i civili ", ha affermato Matilda Bogner, capo della missione, durante la presentazione del rapporto.

Missili su Kiev, il reportage

Missili su Kiev, il reportage

TG 20 di domenica 26.06.2022

 

Proporzionalità non rispettata

Stando al documento, la Russia ha ripetutamente violato il diritto internazionale, in particolare per quanto riguarda il principio di proporzionalità e di precauzione, volto a evitare, o quantomeno a ridurre, le vittime civili e i danni alle infrastrutture non militari. Principio che, sottolinea il rapporto, è stato tuttavia violato anche dall’esercito ucraino, sebbene “su scala inferiore”.

Testimonianza da Mariupol

Testimonianza da Mariupol

TG 20 di martedì 28.06.2022

 

Informazioni su oltre 300 omicidi

Il rapporto documenta inoltre varie uccisioni illegali, comprese esecuzioni sommarie di civili, avvenute in oltre 30 insediamenti nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kharkiv e Sumy. Crimini di guerra commessi dalle forze armate russe mentre controllavano queste aree tra la fine di febbraio e marzo.

Al 15 maggio, la missione dell’ONU aveva ricevuto informazioni su oltre 300 omicidi. Una cifra che potrebbe aumentare man mano che arrivano nuove prove.

Il massacro di Bucha

Nella sola Bucha, si legge nel rapporto, sono state documentate almeno 50 uccisioni di civili perpetrate dalle forze armate russe nel periodo durante il quale controllavano la cittadina nei sobborghi di Kiev.

Da Bucha al Ticino

Da Bucha al Ticino

TG 20 di mercoledì 27.04.2022

 

Prigionieri di guerra maltrattati

Il rapporto non lesina critiche anche alle forze armate ucraine, specificando che sono stati documentate violazioni al diritto internazionale “in varia misura, da entrambe le parti (coinvolte nel conflitto, ndr.) in relazione al trattamento riservato ai prigionieri di guerra” e ai civili. L’ONU parla di casi di esecuzioni extragiudiziali, tortura e maltrattamenti, mancata assistenza medica, esposizione al pubblico e violazioni in relazione alle condizioni di detenzione.

L’attacco armato russo all’Ucraina, prosegue il documento, è stato anche segnato da violenze sessuali: la missione è stata in grado di verificare 23 casi di violenza sessuale legati al conflitto, inclusi stupri (anche di gruppo), tortura, minacce e violenza sessuale come pure casi in cui persone sono state costrette a spogliarsi in pubblico. La maggior parte di questi casi è da imputare alle forze armate russe, ma “casi si sono verificati anche in aree controllate dal Governo ucraino”.

Il rapporto dell’ONU documenta anche centinaia di casi di detenzione arbitraria di rappresentanti delle autorità locali, giornalisti, attivisti e altri civili. Molti dei casi sono attribuibili alle forze armate russe, una decina, stando alle evidenze emerse durante l’inchiesta, potrebbero essere imputabili alle forze armate ucraine e hanno coinvolto persone sospettate di fornito supporto all’esercito russo e alle milizie affiliate.

Coscrizione forzata e giornalisti uccisi

Il rapporto cita infine casi di coscrizione forzata perpetrati dalla Russia a Donetsk e Lugansk - gli uomini arruolati con la forza, ricorda l’ONU, “non dovrebbero essere perseguiti penalmente dalle autorità ucraine per la semplice partecipazione alle ostilità” – e parla di almeno 17 tra giornalisti e operatori dei media uccisi.

"Le parti dovrebbero garantire indagini tempestive ed efficaci su tutte le accuse di violazione, inclusi tortura, maltrattamenti, detenzioni arbitrarie e violenze sessuali, e garantire che gli autori siano debitamente perseguiti", ha concluso il capo della missione ONU in Ucraina, Matilda Bogner.

Il rapporto dell'ONU sulla situazione dei diritti umani in Ucraina

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