Borodyanka, nei dintorni di Kiev (keystone)

La guerra prosegue ma Mosca cambia fronte

Le truppe della Federazione si starebbero concentrando nel sudest dell’Ucraina – Voto all’ONU per espellere la Russia dal Consiglio dei diritti umani – Nuove sanzioni occidentali

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L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia prosegue da oltre un mese, con le truppe di Mosca - accusate da buona parte della comunità internazionale di aver compiuto anche crimini di guerra – che nel frattempo si stanno riposizionando. Secondo il Dipartimento della difesa statunitense, che monitora insieme agli alleati occidentali la situazione sul terreno, le forze armate della Federazione si sono completamente ritirate dalle zone di Kiev e Kharkiv e il fronte più duro dei combattimenti si sta concentrando nel sudest del Paese. Già da giorni, infatti, numerosi osservatori avevano sottolineato come il presidente russo Vladimir Putin avrebbe riorientato quella che in Russia viene definita “operazione militare speciale” per ottenere successi in Donbass e lungo il mare di Azov.

Nel frattempo, è atteso in giornata il voto dell’assemblea generale delle Nazioni Uniti, chiamate a esprimersi sulla proposta statunitense di sospendere Mosca dal Consiglio dei diritti umani a causa degli abusi che i soldati della Federazione avrebbero commesso nei territori occupati. Per sospendere un paese membro dal Consiglio, serve l’avallo di almeno due terzi dei 193 paesi membri dell’ONU.

I diplomatici occidentali ritengono di avere questi numeri; Mosca ha per parte sua avvisato che il voto a favore o anche solo l’astensione verranno interpretati come un atto ostile che avrà conseguenze sulle relazioni bilaterali, rivela l’agenzia Reuters citando fonti qualificate.

 La guerra durerà a lungo

Ieri, mercoledì, il segretario generale della NATO ha affermato che la guerra potrebbe durare a lungo (“per mesi, addirittura anni”), invitando quindi i paesi membri dell’Alleanza atlantica a rafforzare le difese. L’aumento delle spese militari è infatti oggetto di dibattito in vari paesi europei.

 
 

Nuove sanzioni, colpite anche le figlie di Putin

Intanto, gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni, decise dall’amministrazione Biden sulla scorta dei numerosi morti trovati a Bucha, nei sobborghi di Kiev. Sanzioni subito adottate anche dalla Gran Bretagna. Washington ha preso questa volta di mira la cerchia più stretta del presidente Putin e i suoi famigliari, in quanto lo starebbero aiutando a nascondere beni e ricchezze varie. Tra le personalità sanzionate ci sono due figlie di Putin: Maria Vorontsova e Katarina Tikhonova. Si sa poco di loro; il presidente russo si è sempre premurato di tenerle lontano dalla curiosità pubblica. Maria, 36enne, è un'endocrinologa che lavora in un centro di ricerca medico legato allo Stato. L'altra figlia, Katarina, 35 anni, è una matematica, dirige una fondazione scientifica affiliata all'università di Mosca ed è anche ballerina professionale di rock and roll acrobatico.

 

Colpite da sanzioni sono anche la moglie e la figlia del ministro degli esteri Lavrov e tutti i 21 membri del consiglio di sicurezza nazionale, quello convocato prima dell'invasione dell'Ucraina. Ci sono anche nuove severe misure punitive contro due importanti banche russe, Sberbank, che detiene un terzo delle attività bancarie russe e Alfabank, la principale banca privata.

La testimonianza da Kramatorsk

La testimonianza da Kramatorsk

TG 20 di mercoledì 06.04.2022

Kiev: "Armi, armi, armi"

"Ho tre richieste oggi per la NATO: armi, armi, armi". Lo ha affermato giovedì il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba al Consiglio atlantico. "Chi dice vi do armi difensive ma non offensive è un ipocrita. La Germania è passata dal non fornire alcun tipo di equipaggiamento ai sistemi anti tank ma è chiaro che può fare di più: quello che mi preoccupa sono i processi decisionali a Berlino, loro hanno tempo e noi no", ha detto Kuleba.

Noi - ha poi aggiunto - "insistiamo nel chiedere l'embargo al petrolio e al gas russo, la piena disconnessione da swift, i porti chiusi. Spero che non si arrivi a una situazione in cui servono altri shock come Bucha per imporre nuove sanzioni, non posso credere che il popolo ucraino debba soffrire così tanto per convincere i politici europei ad agire".

Agenzie/RG/ludoC
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