La giornata della terra

TG 12:30 di mercoledì 22.04.2020

Mezzo secolo in difesa della Terra

Il 22 aprile dal 1970 nasceva l'Earth Day - Nella lotta al cambiamento climatico, il lockdown del pianeta deve essere un’opportunità

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Nessun evento internazionale, nessuna manifestazione di piazza ma una maratona digitale di 24 ore che coinvolgerà tutto il mondo. Così sarà la 50° Giornata della Terra che si celebra il 22 aprile, sotto regime di confinamento.

La NASA ha pubblicato un video che parte da uno degli scatti più famosi della storia: Earthrise, lo scatto in cui si vede il nostro pianeta che sorge dietro alla Luna. Un’immagine del 1968 che mostra per la prima volta quanto la Terra sia piccola nell’immensità dell’universo, e proprio per questo dobbiamo prendercene cura.

Nel suo discorso, il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres ha detto: “Gli occhi di tutti sono puntati sul coronavirus ma non dobbiamo dimenticare la crisi climatica che ci sta travolgendo”.

Al centro della giornata di questo 2020, dove quasi la metà della popolazione mondiale è in quarantena, è il riscaldamento globale, il problema più grande – dice l’Onu- che si trova ad affrontare l’umanità.

 

Il 2019 è stato l'anno più caldo mai registrato per l'Europa con temperature medie di quasi due gradi al di sopra di quelle della seconda metà del XIX secolo, mentre gli scienziati dell’Università di Amburgo, l'oceano Artico potrebbe ritrovarsi del tutto libero dai ghiacci in estate anche prima del 2050.

Per combattere questo pericolo, sottolinea Guterres, c’è una soluzione fondamentale: puntare sull’energia rinnovabile.

La crisi provocata dal Covid-19, ha detto Guterres, è anche un’opportunità per investire nel clima e ha lanciato 6 azioni per curate il pianeta: investire massicciamente in una transizione ecologia dell’economia, sostenere attività e lavori ecosostenibili, promuovere una fiscalità adeguata, investire i fondi pubblici nel futuro e non più nel passato, inserire la green economy nel sistema finanziario e infine lavorare di concerto con tutti gli attori mondiali.

Ma i fatti non sembrano dimostrare un cambiamento di direzione: Il lockdown ha portato alla drastica riduzione dell’inquinamento, ma i suoi effetti sono durati poco. In Cina con la ripresa delle attività industriali, i livelli di inquinamento nell’aria sta rapidamente tornado a quelli pre-crisi. Nella stessa Unione Europea, che a gennaio con la nuova Commissione guidata da Ursula von der Lyen, aveva lanciato un piano per una rivoluzione ecologica, si levano voci per prorogare o modificare al ribasso, gli obiettivi del Grean Deal.

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