Un faro non sempre per tutti
Un faro non sempre per tutti (rsi)

"Non siamo razzisti, ma..."

Come vive l'immigrazione la popolazione maltese? La difficile convivenza fra culture sulla piccola isola del Mediterraneo e il ruolo dei media

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da Malta, Alessandra Spataro

"Qui non siamo razzisti, ma deve capire che Malta è una piccola isola, ...quasi non c'è posto per noi". Giuseppe ha un negozietto di orologi poco lontano dalla Concattedrale di San Giovanni alla Valletta. E' nato e cresciuto sull'isola. Come tutti quelli della sua generazione, ha una sessantina di anni, parla perfettamente l'italiano, a differenza dei giovani che sono cresciuti con i programmi televisivi dei canali inglesi e americani. 


La lingua ufficiale su quest'isola di 316 km2 e in cui vivono più di 420'000 persone*, è il maltese, che dal punto di vista puramente linguistico è un dialetto arabo, imparentato con quelli parlati nel Maghreb. Ascoltandolo si possono notare diversi termini che provengono dall'italiano, e più precisamente dal siciliano. Giuseppe ci dice che nonostante questo legame linguistico con le popolazioni della sponda Sud del Mediterraneo, c'è poco da condividere con loro a livello culturale, soprattutto per quanto riguarda la religione. Malta è un feudo cattolico (sull'isola ci sono 365 chiese), ci fa notare, “non ha niente a che vedere con i musulmani”.

Il tema dell'immigrazione fra la popolazione maltese viene vissuto con molta difficoltà. A microfoni spenti, in diversi ci hanno esplicitamente parlato di xenofobia e della difficoltà di gestire i flussi migratori. (leggi l'articolo La sfida di Malta). Un 30enne ci spiega che fino a 15 anni fa, sull'isola era difficile incontrare persone di colore. Alla luce di queste considerazioni, assume un altro significato organizzare un convegno sul Mediterraneo e su come i media trattano il tema dell'immigrazione a Malta. 

Il ruolo dei media

Durante la  Conferenza Permanente dell'Audiovisivo Mediterraneo (COPEAM), si è parlato molto di come far passare il concetto di integrazione e di come riportare in maniera corretta le notizie riguardanti questi fenomeni. Tra i diversi interventi, vi è stato quello di  Paola Barretta dell'Osservatorio di Pavia che ha condotto uno studio sulle cinque maggiori televisioni europee (Italia, Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna). E' emerso che, “si parla poco di immigrazione” e che molti “giornalisti confondono spesso la terminologia, parlando in maniera confusa di immigrati, clandestini e rifugiati” (gaurda l'intervista).

Una confusione che non aiuta a affrontare con chiarezza la questione dei movimenti migratori nel Mediterraneo e la stessa convivenza fra popolazioni e culture. Ancora una volta, per capire la ricchezza di questa estesa area ci viene in aiuto,  Predrag Matvejevic che nel suo Breviario del Mediterraneo scrive: “Anche i fari sono simili ai templi nel Mediterraneo, e non si può lasciarli solo ai servizi costieri o a quelli nella navigazione (...). E' bene prendere altresì in considerazione la maniere in cui il mare li circonda, (...) in quali rapporti si trovano con i porti vicini (...) a chi fanno luce e su quali percorsi”. 

*Ticino: 2'812 km2 per circa 346'000 abitanti

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