I soccorritori: "Noi in un mare di cadaveri, tra questi anche anche una mamma e il suo bimbo" (Flavio Gasperini/SOS Mediterranee)

Nuova strage al largo della Libia

Almeno 130 dispersi, recuperati solo 10 corpi. UN migration: "Negati i soccorsi. La nave Ocean Viking arrivata sul posto ha trovato solo cadaveri"

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Oltre 100 migranti sono annegati al largo della Libia. L'allarme arriva da Francesco Creazzo di Sos Mediterranee che ricostruisce la tragica giornata di ieri, quando Alarm Phone ha lanciato l'allerta "alle autorità e alla Ocean Viking" su 3 barche in pericolo: una con 40 persone, "mai rintracciata", e 2 gommoni con a bordo tra le 100 e le 120 persone ciascuno. Il primo è stato ritrovato ribaltato. "Abbiamo avvistato 10 corpi - ha detto Creazzo - ma il mare era molto mosso, impossibile ci siano sopravvissuti". L'altro gommone è stato riportato in Libia dalle autorità: a bordo i cadaveri di una mamma e del suo bimbo.

"È stato come navigare fra i cadaveri". La testimonianza diretta di Alessandro Porro racconta così l'ennesima tragedia del mare, sulla rotta delle migrazioni dal Nord Africa: con la Ocean Viking non è arrivato in tempo per salvare le persone al largo della Libia, dopo due giorni su un gommone in balia dal Mediterraneo in burrasca, a lanciare invano richieste d'aiuto. Ignorate, secondo la denuncia di Sea-Watch International e altre ONG, dalle autorità europee e da Frontex, che "hanno negato il soccorso". "Gli Stati si sono rifiutati di salvare i naufraghi", accusa anche l'Organizzazione internazionale delle migrazioni dell'ONU.

"Dalle autorità - prosegue Creazzo - non ci è arrivato alcun supporto, neppure il coordinamento delle operazioni tra le navi che stavano cercando il gommone". Le notizie sul terzo gommone sono arrivate invece da Safa Msheli, portavoce di UN migration, dice Sos Mediterranee. "Gli Stati - ha twittato Msheli - si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone. Hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni prima di annegare nel cimitero blu del Mediterraneo. È questa l'eredità dell'Europa?".

Dal canto suo Frontex respinge le accuse. L'agenzia riferisce di avere "immediatamente allertato i centri di soccorso nazionali in Italia, Malta e Libia, come previsto dal diritto internazionale" ed avere "emesso diverse chiamate di soccorso sul canale radio marino di emergenza per allertare tutte le navi nelle vicinanze".

 
ATS/M. Ang.
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