Alcuni dei migranti sbarcati dalla Open Arms (keystone)

Open Arms, prosegue lo stallo

Sbarcati altri 4 migranti, scontro con Salvini sulle condizioni di salute dei profughi. La procura di Agrigento indaga per sequestro di persona

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Altri quattro migranti sono stati fatti sbarcare, per ragioni mediche, dalla Open Arms, che rimane alla fonda al largo dell'isola siciliana di Lampedusa. Precedentemente, giovedì, sempre per motivi di salute, erano state fatte scendere dalla nave umanitaria 9 persone. "Tutte le persone a bordo devono essere fatte sbarcare urgentemente. L'umanità lo impone", ribadisce l'ONG spagnola.

"La situazione in cui le persone sono bloccate in mare per giorni e settimane è insostenibile", ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Vanessa Mock, sottolineando al tempo stesso che "non è responsabilità di uno o di un paio di Stati membri, ma dell'Europa nel suo complesso".

Nonostante le offerte della Spagna e di altri cinque Paesi dell'Unione Europea di accogliere i migranti, che Salvini non vuole accettare, altre 134 persone, infatti, rimangono bloccate sulla nave, malgrado l'ONG abbia vinto una prima battaglia legale contro il vicepremier e ministro dell'interno leghista Matteo Salvini. "Non mi arrendo, potete esserne certi", ha promesso quest'ultimo venerdì in un tweet.

Intanto la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta - a carico di ignoti - per sequestro di persona sulla vicenda della Open Arms dopo che in Procura è arrivato l'esposto formalizzato dai legali della ONG. Gli avvocati hanno chiesto di procedere per sequestro di persona, violenza privata e abuso in atti d'ufficio. 

La vicenda della Open Arms contribuisce a gettare benzina sul fuoco della crisi governativa aperta da Salvini, che cerca di porre fine alla coalizione con il Movimento 5 Stelle dell'altro vicepremier Luigi di Maio, con un voto di sfiducia al premier Giuseppe Conte. Una delle questioni chiave è proprio l'immigrazione, cavallo di battaglia della Lega di Salvini.

ATS/AP/M. Ang.

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