A Beirut non si placano gli scontri fra polizia e manifestanti antigovernativi
A Beirut non si placano gli scontri fra polizia e manifestanti antigovernativi (reuters)

Per il Libano 250 milioni di euro

L’importo è stato deciso da 30 leader e rappresentanti di istituzioni internazionali per aiutare il Paese a risollevarsi dopo le esplosioni a Beirut. Ancora scontri nella capitale

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Duecentocinquanta milioni di euro: è quanto verrà stanziato al Libano per aiutarlo a rialzarsi dalla crisi in cui è piombato dopo le devastanti esplosioni avvenute a Beirut, il quattro agosto. La somma è stata decisa domenica da 30 leader e rappresentanti di istituzioni internazionali, riuniti in una videoconferenza sostenuta dall’ONU e fortemente voluta dal presidente francese Emmanuel Macron, che da subito si è attivato sul fronte dell’assistenza al Paese dei cedri.

Gli aiuti, e stato chiarito durante la riunione, devono però arrivare direttamente alla popolazione: il Libano è infatti alle prese da tempo con una crisi economica e politica e nessuno dei donatori era intenzionato a firmare un assegno in bianco. Gli aiuti saranno quindi gestiti direttamente dall’ONU, per il tramite delle sue agenzie.

Macron e colleghi hanno pure ribadito la necessità di avviare un’inchiesta indipendente su quanto successo al porto di Beirut, dove migliaia di tonnellate di nitrato di ammonio, stoccate senza misure di sicurezza, sono saltate in aria, provocando oltre 150 morti (sono ancora numerosi i dispersi) e distrutto centinaia di edifici, non solo nell’area a ridosso delle deflagrazioni. Il presidente libanese Michel Aoun si è però detto contrario a questa eventualità.

 

Nelle ore precedenti la conferenza lo staff di Macron aveva mantenuto il massimo riserbo sull'obiettivo da raggiungere, ma nel corso della giornata si sono susseguiti gli annunci sulle donazioni dei singoli Paesi: 63 milioni dalla Commissione europea, 50 milioni dalla Francia, 20 dalla Germania, poco più dalla Gran Bretagna. Un totale di 250 milioni di euro per la ricostruzione di Beirut che, secondo gli economisti, spazzerà via il 25% del Pil. Una cifra più alta di quei 117 milioni di dollari stimati necessari dalle Nazioni Unite subito per rimettere in sesto ospedali, infrastrutture e case distrutte.

Beirut, due forti esplosioni

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TG 20 di martedì 04.08.2020

 

Le proteste non si placano

Nel frattempo, non si placano le proteste della popolazione libanese, con Beirut come principale luogo delle contestazioni, dove anche oggi migliaia di persone sono scese in strada per gridare la loro rabbia nei confronti delle istituzioni. Ieri, nel corso delle contestazioni, oltre 250 persone sono rimaste ferite e un agente di polizia ha perso la vita.

Il premier Hassan Diab ha già annunciato che domani, durante il Consiglio dei ministri, proporrà elezioni anticipate da indire nell’arco dei prossimi due mesi.

Scontri in Libano

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TG 20 di domenica 09.08.2020

 
ANSA/AFP/ludoC
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