Un'immagine satellitare degli attacchi di sabato (keystone)

Petrolio, allarme rientrato

L’Arabia Saudita dovrebbe essere in grado di ripristinare prima del previsto la produzione. E il prezzo torna a scendere

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Dopo l’impennata di lunedì, con aumenti che avevano sfiorato il 20%, il prezzo del petrolio è tornato a scendere oggi (martedì) in seguito alla indiscrezioni che arrivano dall’Arabia Saudita, secondo le quali il Regno potrebbe riprendere a pieno regime le sue esportazioni entro poche settimane. Esportazioni che erano state dimezzate dagli attacchi di sabato contro due delle sue più importanti installazioni petrolifere. Il 70% della produzione mancante, secondo le stesse fonti, sarebbe stata ripristinata.

Il mistero sulla responsabilità dei bombardamenti però rimane, e quindi anche sulle possibili rappresaglie statunitensi o saudite contro l’Iran, sul quale sia Riad sia Washington fanno convergere i sospetti. Germania e Francia dal canto loro invitano a mantenere il sangue freddo e anche il re saudito Salman resta prudente, auspicando un’azione congiunta della comunità internazionale per individuare i responsabili e prendere le dovute misure. Trump ha affermato che le forze americane sono pronte a rispondere, ma al contempo ha sostenuto di non volere una guerra.

Senza tentennamenti invece la posizione espressa dalla guida suprema iraniana Ali Khamenei, che martedì ha escluso categoricamente un incontro tra il presidente Rohani e Trump, ventilato in occasione dell’assemblea generale dell’ONU a New York.

RG/Red. MM
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