Il candidato del centrosinistra in Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini (keystone)

Proiezioni, avanti Bonaccini

Elezioni regionali italiane: in Emilia-Romagna in vantaggio il centrosinistra. In Calabria centrodestra verso la vittoria

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Il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini è in testa sulla rivale del centrodestra Lucia Borgonzoni nella corsa per la presidenza dell'Emilia Romagna, secondo le proiezioni. In Calabria, invece, sempre secondo le proiezioni é la candidata del centrodestra Jole Santelli ad essere in vantaggio su Filippo Callipo, mentre si assiste ad un crollo del Movimento 5 Stelle, rappresentato dal candidato Francesco Aiello.

Le proiezioni in Emilia-Romagna

In una sfida carica di significati politici (per riflesso anche sul Governo nazionale, costruito su una coalizione tra il Partito Democratico e il M5S), in Emilia Romagna il governatore PD uscente, Stefano Bonaccini, sostenuto dal centrosinistra, otterrebbe (secondo i dati SWG) il 51,8% dei voti, mentre la rivale leghista, appoggiata dal centrodestra, il 41,5%. Fermo al 4,4% il candidato M5S Simone Benini. In attesa delle schede scrutinate Bonaccini, così resterebbe alla guida della Regione e il leader leghista Matteo Salvini - arrivato domenica sera al comitato di Borgonzoni - avrebbe fallito l'assalto al "fortino rosso" e la spallata al Governo. Ma saranno i risultati definitivi a confermare o meno il quadro.

Le proiezioni in Calabria

In Calabria invece non ci sarebbe storia tra Jole Santelli del centrodestra (53,2%) e Filippo Callipo del centrosinistra (30,7%), con la deputata di Forza Italia avanti quindi di circa 20 punti. Francesco Aiello (M5S) viaggerebbe, invece, sul 7,8%.

L'affluenza alle urne

Spicca di certo in Emilia Romagna il dato dell'affluenza al 59,29%, quasi raddoppiata rispetto al 2014 (31,13%). Un'inversione di tendenza significativa, originata verosimilmente dalla posta in gioco e dalla polarizzazione della sfida con riflessi nazionali. Un boom di partecipazione che andrà interpretato nei trend dopo i risultati, anche alla luce dell'ipotetico effetto Sardine (il movimento spontaneo nato a Bologna per "contrastare la politica dell'odio" imputata alla Lega di Matteo Salvini. Da valutare l'incidenza del voto disgiunto, con la possibilità che gli elettori votino un candidato governatore e la lista di un altro schieramento. Un discorso che potrebbe valere per M5S, ma anche per molti moderati di centrodestra.

Rispetto al calore dell'Emilia Romagna, in Calabria la tornata elettorale non sembra aver scaldato gli abitanti: l'affluenza è rimasta stabile e bassa, poco sopra il 35%, nemmeno un punto in più rispetto a cinque anni fa.

ATS/ANSA/M. Ang.
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